Letteratura romantica e dell’Italia unita

Docente: Carlo Ossola

Course type: Master +2
Value in ECTS: 3


Obiettivi e Contenuti
Di sé e del genere umano. Leopardi, Zibaldone
 «Ευήθης ευήθεια ec., bonitas, bonus vir, ec., bonhomme, bonhomie, ec., dabben uomo, dabbenaggine, ec. Parole il cui significato ed uso provano in quanta stima dagli antichi e dai moderni sia stata veramente e popolarmente (giacché il popolo determina il senso delle parole) tenuta la bontà. E in vero io mi ricordo che quando io imparava il greco, incontrandomi in quell´ευήθης ec., mi trovava sempre imbarazzato, parendomi che siffatte parole suonassero lode, e non potendomi entrare in capo ch´elle si prendessero in mala parte, come pur richiedeva il testo» (Zibaldone, 4201, 18 settembre 1826).
 «Della lettura di un pezzo di vera contemporanea poesia, in versi o in prosa (ma più efficace impressione è quella de´ versi), si può, e forse meglio, (anche in questi  sì prosaici tempi) dir quello che di un sorriso diceva lo Sterne; che essa aggiunge un filo alla tela brevissima della nostra vita» (Zibaldone, 4450, 1 Febbraio 1829).
 Così, tra il «Vagheggiare, bellissimo verbo» (§ 4287) e l´amaro riscontro del limite: «L´infinito è un parto della nostra immaginazione, della nostra piccolezza ad un tempo e della nostra superbia» (§ 4177), il pensiero di Leopardi esercita una vigile coscienza tra i tanti «diminutivi positivati» del nostro esistere: «Chi può conoscere i limiti della possibilità?» (§ 4174).

Modalità d´esame
Orale in sessione.

Bibliografia di riferimento
Testi:
G. Leopardi, Zibaldone, [edizioni Flora, o Damiani, Milano, Mondadori, I Meridiani, 2011].
S. Pellico, Le mie prigioni [edizioni A. Jacomuzzi o L. Canfora, Milano, Mondadori, 2012, o Rizzoli, 2011].
M. D´Azeglio, I miei ricordi, Torino, UTET, 2011.

Saggi:
S. Timpanaro, Classicismo e illuminismo nell´Ottocento italiano, Firenze, Le Lettere, 2011.