Referendum del 12 marzo contro il divieto di fumare nei locali pubblici. Uno studio dell'USI presenta ed analizza opinioni e comportamento dei ticinesi

20 March 2006

Il Laboratorio di comunicazione sanitaria (Health Care Communication Laboratory) dell’Università della Svizzera italiana, diretto dal prof. Peter Schulz, ha monitorato l’opinione pubblica ticinese sul tema del divieto del fumo negli esercizi pubblici, nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dall’Ufficio Federale della Sanità pubblica. Lo studio, che sarà completato nel 2007, ha finora coinvolto un campione di 1650 persone, intervistate in tre sondaggi successivi. Ecco i risultati principali:

Una maggioranza netta per il SI, da subito ed anche tra i fumatori
Come si deduce dal grafico1, una forte propensione al voto favorevole (78%) si è delineata chiaramente già nel corso del primo sondaggio, ed ha raggiunto la quota di 85% poco prima della votazione. È interessante inoltre notare che quasi due terzi degli stessi fumatori si sono dichiarati favorevoli all’introduzione del divieto.

Il SI per la salute, Il NO per la libertà individuale
Fra le ragioni per favorire il divieto spicca la salvaguardia della salute in generale (48%), poi la salute dei dipendenti dei locali pubblici, dei bambini e dei non fumatori (complessivamente per il 9.5%). Il rispetto per i non fumatori (12,3%), il fastidio provocato dal fumo (23,0%) e la libertà di non fumare (4,7%) sono stati altri argomenti principali, soprattutto nelle ultime battute, della campagna a favore del divieto (grafico 2). Le ragioni principali degli oppositori sono state il rispetto della libertà individuale (58,2%) l’opposizione contro un "eccessivo statalismo" (22,8%) e la condanna di una legge "troppo radicale" (15%), (grafico 3).

Cosa ne pensano gli esercenti?
Dal sondaggio risulta che già nel luglio 2005 la maggioranza degli esercenti era a conoscenza delle discussioni a proposito di un’eventuale introduzione del divieto di fumo negli esercizi pubblici (98,1%) e il 49,7% era favorevole alla proposta del divieto di fumo.

Che cosa ne pensano gli italiani?
Particolarmente rilevante ai fini dello studio è stato il fatto di registrare l’opinione di turisti provenienti da regioni dove il divieto di fumo fosse già in vigore, come per esempio in Italia. Nell’insieme dei turisti intervistati nel luglio 2005, il giudizio netto degli italiani spicca per la compattezza a favore (96,4%), che ritiene che "la salute dei non fumatori migliorerà" (84,1%), che si fumerà meno (86,4%) e che i guadagni per i locali pubblici non diminuiranno (86,4%).

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