Rischi sistemici, corse agli sportelli e Grande Depressione: le misure di intervento analizzate in chiave storica

10 Marzo 2017

 

L’ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, in un suo discorso tenutosi nel 2013 sul tema delle crisi finanziarie, aveva esordito affermando che “[…] fondamentalmente, il panico del 1907 e quello del 2008 sono esempi dello stesso fenomeno [...]. La sfida per i politici è quello di identificare e isolare i fattori che accumunano le crisi, consentendo quindi di prevenirle laddove possibile, o di intervenire quando non sono prevedibili.” Le parole dell’ex banchiere centrale indicano come, nonostante i diversi contesti economici, ci siano analogie fondamentali tra le principali crisi finanziarie.

Esperto sul tema è il professor Eric Ghysels, che sarà ospite della Facoltà di scienze economiche dell’USI per una conferenza pubblica lunedì 20 marzo 2017, alle ore 18:00 (aula A11, campus di Lugano), e che illustrerà lo studio di prossima pubblicazione intitolato “Back to the future: backtesting systemic risk measures during historical bank runs and the great depression”. Gysels, professore di economia alla University of North Carolina-Chapel Hill, assieme ai colleghi Christian Brownlees (Universitat Pompeu Fabra), Ben Chabot (Federal Reserve Bank of Chicago), e Christopher Kurz (capo economista del Consiglio direttivo della Federal Reserve a Washington) si occupa di valutare le misure che in ambito finanziario vengono adottate per gestire il cosiddetto ‘rischio sistemico’, ossia il rischio di collasso di un sistema finanziario o economico in generale.

All’indomani della crisi finanziaria globale del 2008, infatti, la corretta misurazione del rischio sistemico è diventata una priorità per economisti e autorità politiche. Il problema di fondo è che le grosse crisi finanziarie sono numericamente limitate, e quindi difficili da analizzare e prevedere con i classici indicatori d’analisi economica. L’innovativo approccio di Ghysels e colleghi consiste nell’effettuare una verifica retroattiva (in gergo, “backtest”) su otto eventi di shock finanziario, usando una nuova serie di dati relativa al sistema bancario di New York durante il periodo dal 1866 al 1933 e applicandoli a due comuni indicatori di rischio (CoVaR e SRISK). I risultati ottenuti dai ricercatori dimostrano che con questo nuovo approccio gli indicatori di rischio sistemico sono più efficaci nel prevedere sia i casi di sofferenza specifici del settore bancario, sia le turbolenze del settore finanziario in modo aggregato.

La conferenza si iscrive nella serie di incontri organizzati nell'ambito del programma "Visiting Professors", un’iniziativa dell'USI voluta per dar voce alle rispettive Facoltà, sia verso il pubblico esterno, sia verso la comunità accademica, sui propri temi di competenza. I prossimi ospiti saranno il professor David Lyon, professore ordinario presso la Queen’s University e di recente conferito con il dottorato honoris causa dell’USI, eNigel Davies, professore di Computer Science presso la Lancaster University.

 

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