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Dies academicus 2009: “Consolidare e aprirsi a nuove sfide”

“Consolidare e aprirsi a nuove sfide”. Con queste parole il Presidente dell’Università della Svizzera italiana ha aperto la sua relazione in occasione del tredicesimo Dies academicus dell’USI, tenutosi oggi sabato 9 maggio nell’Aula magna dell’Accademia di architettura a Mendrisio.

Il Dies Academicus è un importante momento di incontro e di informazione sullo sviluppo dell’USI nel contesto cantonale e nelle sue relazioni con il sistema universitario svizzero e la comunità accademica internazionale.

La cerimonia – oltre alla relazione del Presidente – ha visto gli interventi del sindaco di Mendrisio Carlo Croci, del Rettore dell’Università di Basilea e Presidente della CRUS (la Conferenza dei Rettori delle università svizzere) Antonio Loprieno e del professore di comunicazione politica dell’USI Maurizio Viroli. Il Dies si è concluso come di consueto con il conferimento di alcune importanti onorificenze. Il dottorato honoris causa, proposto dalla Facoltà di scienze economiche, è stato conferito al prof. Ernst Fehr “per aver dato, con le sue ricerche, un contributo fondamentale alla comprensione del comportamento degli agenti economici superando la teoria neoclassica dell’agente razionale.” Il riconoscimento al merito didattico CS Award for best teaching quest’anno è stato assegnato ai prof. Matthias Hauswirth e Michele Lanza, entrambi della Facoltà di scienze informatiche.

Nella sua relazione, il Presidente ha sottolineato come per l’USI sia importante “non soltanto consolidare quanto ha fatto nel primo decennio di vita, ma pure aprirsi a nuove sfide per diventare più attrattiva e acquistare ancora più visibilità sia sulla scena nazionale che internazionale”.

In quest’ottica, oltre a notare con soddisfazione la costante crescita del numero degli studenti (+6% all’anno) e del volume dei finanziamenti della ricerca competitiva (ormai il 14% del budget complessivo, in continuo aumento al ritmo di più di un milione all’anno), Piero Martinoli ha ripercorso traguardi e sfide delle quattro facoltà esistenti, aprendo il sipario su uno dei più importanti progetti futuri che l’USI ha intenzione di valutare.

“Su proposta del DECS, il Consiglio dell’Università ha approvato all’unanimità l’istituzione di un gruppo lavoro incaricato di esaminare la possibilità di introdurre, in Ticino, una formazione medica a livello clinico”. Sempre secondo il Presidente, “lo scopo primario dello studio non è quello di istituire una nuova facoltà di medicina (semmai questa opzione potrà scaturire dallo studio stesso), bensì quello di contribuire a colmare le lacune formative a livello nazionale, collaborando con le facoltà esistenti”. Le previsioni indicano infatti che in tutta la Svizzera il numero di medici generici potrebbe diminuire del 20% fino al 2030  e che a partire dal 2013 più del 60% dei medici che praticano in Svizzera sarà oltre la soglia del pensionamento. “Di fronte a questi dati – ha concluso Martinoli – il Consiglio svizzero della scienza e della tecnologia (CSST) raccomanda di aumentare del 20% la capacità di accesso alle facoltà di medicina e richiede di esaminare imperativamente a quali condizioni sia possibile ricorrere soprattutto alla formazione clinica in ospedali non universitari e/o addirittura negli studi medici. Ed è appunto qui che si inserisce l’idea di una formazione clinica in Ticino”.


Il Presidente dell'USI Piero Martinoli (al centro)
e i relatori Antonio Loprieno (a sinistra) e Maurizio Viroli (a destra).

 


La platea dell'Aula Magna

Le fotografie della cerimonia sono disponibili al seguente link.