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Moda e sostenibilità: intervista a Lorenzo Cantoni

Servizio comunicazione istituzionale

Il Prof. Lorenzo Cantoni, direttore dell’Istituto di tecnologie digitali per la comunicazione e del Master in Digital Fashion Communication dell’Università della Svizzera italiana, si esprime in un’intervista del giornalista Ivan Campari sulla rivista La Borsa della Spesa (periodico dell'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana) sul tema della sostenibilità della moda e sulla necessità di una maggiore consapevolezza in questo settore.

Compriamo troppi vestiti, di scarsa qualità e dei quali ci liberiamo con facilità. Proprio su questo circolo vizioso verte la prima domanda posta dal giornalista al Prof. Cantoni, interpellato per capirne le ragioni e i modi per evitarlo. Cantoni individua i motivi da una parte nell’aumento della domanda - dovuta a una cura del proprio look più marcata, spinta anche dalla maggiore condivisione sui social media di immagini e video per mostrare una determinata immagine di sé - e dall’altra nel fenomeno del fast-fashion, che aumenta e stimola l’acquisto di prodotti a basso costo, spesso realizzati in aree in cui i diritti del lavoratore non vengono rispettati. Come risolvere questa mancanza di sostenibilità? “L’educazione in questo può svolgere un ruolo decisivo, sia in famiglia che a scuola. Negli ultimi decenni, per esempio, la scuola ha fatto molto per aumentare la sensibilità delle giovani generazioni (e delle loro famiglie) in tema di educazione alimentare. È forse il momento di mettere a tema anche il mondo della moda: dai materiali alla produzione, dalla storia alla cultura, da come lavare a come riparare e riciclare” afferma Cantoni.

Anche l’aumento degli acquisti online viene messo a tema nell’intervista: “Se la facilità della comunicazione digitale può essere uno stimolo a pratiche di tipo consumistico, può aiutare anche a realizzare stili di vita differenti. Per esempio supportando lo scambio/vendita di abiti usati, il riciclo, o il noleggio” spiega Cantoni, pratiche che erano una volta abituali anche quando l’accesso alla rete Internet non era presente. L’attenzione al costo ambientale degli ordini sui portali online è un altro fattore di sensibilizzazione importante, che potrebbe essere ridotto incentivando a provare i capi nei negozi fisici. Le tecnologie digitali giocano un ruolo importante nel trovare soluzioni piu efficienti: “per esempio, all’USI stiamo studiando come le tecnologie digitali possano aiutare a personalizzare l’offerta, o come possano integrare il senso del tatto (tecnologie 'aptiche') aiutando ad anticipare in modo più fedele l’esperienza che si avrà toccando il capo che abbiamo comprato online” continua Cantoni.

(da "La Borsa della Spesa. Periodico dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana", 1.2020, pag. 19)

Leggi l’intervista completa disponibile in allegato.

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