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Dicembre
2018

Presentazione dei libri di Vega Tescari

Accademia di architettura, Facoltà di scienze della comunicazione
Dicembre
2018

Beyond Classical IR: Conceptual IR

Facoltà di scienze informatiche

Fall Semester Project Presentations 2018

Facoltà di scienze informatiche
Gennaio
2019

Storia

Stabile principale, Lugano
Stabile Turconi, Mendrisio
Sala del Gran Consiglio, Bellinzona. Votazione sull'Università, 3 ottobre 1995
Scavi per l'Aula magna
Stabile principale, Lugano
Mario Botta
21 ottobre 1996, inizio dei corsi

L’USI è nata nel 1996, nel segno della sfida di una piccola regione – la Svizzera italiana – decisa a opporsi a un futuro di secondo piano e a offrire invece un contributo fattivo alla crescita intellettuale e socioeconomica del proprio paese (e non solo), capitalizzando al meglio la propria posizione di frontiera culturale tra l’Europa del Nord e il Mediterraneo.

 

Il fallimento del CUSI e l’eredità di Stefano Franscini

La nascita dell’USI arriva 10 anni dopo il fallimento del progetto per un centro di formazione post-universitaria (CUSI, Centro universitario della Svizzera italiana), grazie all’iniziativa di alcuni rappresentanti del popolo ed esponenti del mondo intellettuale determinati a non lasciar cadere – e anzi a riprendere nella sua essenza – la visione di Stefano Franscini, uno dei padri del Ticino contemporaneo, che già nel 1844 aveva ribadito la necessità per la Svizzera di lingua italiana di avere una sua ‘accademia’. In un Ticino ancora povero, rurale e piagato dall’analfabetismo, Franscini aveva visto nella formazione, non solo di base ma anche avanzata, una potente forza di libertà.

Negli anni Novanta del 1900, a oltre un secolo dal progetto mai realizzato di Stefano Franscini, in una regione diventata sì più ricca, terziarizzata e istruita, ma morsa da un’importante crisi economica, i fondatori dell’USI hanno visto nell’Università l’opportunità di un nuovo sviluppo e di una nuova emancipazione per un Ticino riconosciuto e con un ruolo nella Confederazione e nel mondo.

 

“La proposta di un’Università della Svizzera italiana viene avanzata non già nonostante la crisi, bensì, caso mai, proprio perché siamo in crisi. Essa è una scelta del Ticino delle sfide e delle speranze”  

Giuseppe Buffi, Consigliere di Stato del Canton Ticino (1986-2000)

Nasce l’USI: chi ha una meta, trova un cammino

L’USI nasce dalla fusione di due cantieri:

  • quello per un’Accademia ticinese nel campo dell’architettura (Accademia Ticino Architettura, 1992-1994), portato avanti dal celebre architetto Mario Botta con l’appoggio del Consigliere di Stato Giuseppe Buffi, responsabile dell’educazione negli anni 1986-2000, e del sindaco di Mendrisio Carlo Croci;
  • e quello per una freie universität a Lugano (1993-1995), con una facoltà di scienze economiche e una di scienze delle comunicazione, promosso dall’allora sindaco Giorgio Giudici insieme ai municipali Giuliano Bignasca e Giorgio Salvadè e affidato a una commissione scientifica composta da Mauro Baranzini, Sergio Cigada e Lanfranco Senn, cui si aggiungono in seguito Luigi Dadda e Remigio Ratti.

Il ‘matrimonio’ tra i due progetti si celebra sotto la regia di Giuseppe Buffi, coadiuvato da Mauro Martinoni e Mauro Dell’Ambrogio, e viene sancito il 3 ottobre 1995, quando il Gran Consiglio ticinese approva la Legge sull’Università della Svizzera italiana, istituendola come università pubblica con tre facoltà, disegnate ricercando un profilo originale all’interno del panorama universitario svizzero:

  • l’Accademia di architettura, voluta per raccogliere l’eredità secolare dei maestri ticinesi (antichi e contemporanei) e valorizzarla in un percorso dove il costruire ritrovasse il suo essere non solo fatto tecnico, ma arte;
  • la Facoltà di scienze economiche, chiamata a dare nuovi stimoli alla piazza finanziaria ticinese (la terza del paese) attraverso una formazione che unisse preparazione quantitativa e analisi sociale;
  • e la Facoltà di scienze della comunicazione, unica in Svizzera nel suo approcciare la comunicazione come fatto umano irriducibile a mera strumentalità.

L’USI vede ufficialmente la luce l’anno successivo, con il riconoscimento da parte del Consiglio svizzero della scienza e dell’innovazione e l’inizio dei corsi, il 21 ottobre 1996.

Pochi come la Consigliera federale Ruth Dreifuss, intervenuta l’8 marzo 1997 in occasione del Primo Dies academicus dell’USI, hanno saputo cogliere e riassumere il percorso che ha portato alla creazione dell’USI: «chi ha una meta, trova un cammino».

 

Primi passi

L’USI si è da subito caratterizzata per una cultura aperta, informale e dinamica votata alla libertà progettuale, all’intraprendenza e alla sperimentazione.

Dopo il Primo Dies, l’8 marzo 1997, nel 2000 arrivano le prime lauree e con esse il riconoscimento definitivo da parte del Consiglio federale, che garantisce al Ticino lo status di Cantone universitario.

  • Scienze informatiche e studi italiani

Alle tre Facoltà originarie nel 2004 si aggiunge la Facoltà di scienze informatiche, tenuta a battesimo dal primo Presidente Marco Baggiolini (gennaio 1997 – agosto 2006) per rispondere alle sfide dell’evoluzione digitale della società con un programma di formazione e ricerca dove l’informatica è considerata innanzitutto una nuova relazione tra uomo e realtà.

La fondazione all’interno della Facoltà di scienze della comunicazione dell’Istituto di studi italiani, nel 2007, rafforza la vocazione dell’USI quale attore nella valorizzazione del plurilinguismo svizzero e quale punto di incontro e sintesi tra identità elvetica e civiltà italiana.

  • Scienza computazionale e scienze biomediche

Sotto la presidenza di Piero Martinoli (settembre 2006 – agosto 2016) si sviluppano la scienza computazionale, con la creazione del relativo istituto nel 2008, e le scienze biomediche: dopo l’affiliazione nel 2010 dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), nel 2014 viene approvata l’istituzione della Facoltà di scienze biomediche, con cui l’USI si propone di offrire il proprio contributo a un urgente problema di rilevanza nazionale, la penuria di medici formati in Svizzera, nel contesto di un’innovativa collaborazione con ETH Zürich, Università di Basilea e Università di Zurigo.

  • Il primo Rettore

Nel 2016 entra in vigore un nuovo modello organizzativo e alla guida dell’USI arriva Boas Erez, il primo Rettore.

Il lungo cammino per un’università nella Svizzera italiana:

1588

Un documento conservato nell’Archivio storico della Città di Lucerna testimonia i primi tentativi rispetto a un progetto universitario a Lugano, ad opera prima dei Padri Somaschi e poi dei Gesuiti. Tentativi entrambi falliti.

1844

Il progetto di Stefano Franscini per una Accademia Ticinese viene approvato dal Gran Consiglio, ma le difficoltà finanziarie in cui il Cantone si venne a trovare e le rivalità tra Locarno, Bellinzona e Lugano fecero cadere il progetto.

1912-1960

Nei primi 60 anni del ’900 ci furono diverse discussioni e almeno tre nuovi tentativi. Nessuno andò a buon fine.

1985

Il Centro Universitario della Svizzera italiana (CUSI) – istituto per la formazione continua – è approvato dal Gran Consiglio, ma respinto in votazione popolare nel 1986.

1991

Flavio Cotti parla a Poschiavo, in occasione dei 700 anni della Confederazione, del potenziale tutto da esprimere della Svizzera italiana in ambito accademico e scientifico e della necessità di una nuova iniziativa in tema.

1992-1994

Mario Botta raccoglie lo spunto di Roland Crottaz (Presidente del Consiglio dei Politecnici) per un’Accademia di architettura e su mandato del Governo ticinese imposta un progetto per la sua realizzazione, insieme a Giuseppe Buffi.

1993

Il Municipio di Lugano dà mandato a Mauro Baranzini, Sergio Cigada e Lanfranco Senn di preparare un progetto dettagliato per l’istituzione di due Facoltà a Lugano. A loro si uniscono due anni dopo Luigi Dadda e Remigio Ratti.

1995

A marzo il Consiglio comunale di Lugano approva il progetto per le due Facoltà di scienze economiche e scienze della comunicazione. A ottobre il Gran Consiglio approva la legge sulla costituzione dell’Università della Svizzera italiana con le due Facoltà luganesi e l’Accademia di architettura a Mendrisio.

1996

Il Consiglio svizzero della scienza si esprime favorevolmente sulla creazione dell’Università della Svizzera italiana. Il 21 ottobre 1996, alle ore 8.30, iniziano le lezioni sui campus di Lugano e Mendrisio.

1998

Prende avvio il primo Executive master, il Master of Advanced Studies in economia e management sanitario e sociosanitario. L’anno successivo partono le lezioni di EMScom, l’Executive Master of Science in Communications Management, all’epoca chiamato MPR.

2000

Con il conferimento delle prime lauree, l’USI ottiene il pieno riconoscimento del Consiglio federale, che garantisce al Ticino lo status di Cantone universitario.

2001

L’USI adotta, tra le prime in Svizzera, il nuovo Ordinamento europeo degli studi universitari, in conformità alla Dichiarazione di Bologna.

2004

Nasce la Facoltà di scienze informatiche.

2007

Viene fondato l’Istituto di studi italiani e parte il Master in Lingua, letteratura e civiltà italiana; nel 2012 viene inaugurato anche il percorso di Bachelor.

2008

Nasce il nuovo Istituto di scienze computazionali entro la Facoltà di scienze informatiche.

2010

L’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB, Bellinzona), guidato dal Prof. Antonio Lanzavecchia, è affiliato all’USI.

2011

Il Prof. Michele Parrinello della Facoltà di scienze informatiche vince il Premio Marcel Benoist, il più importante riconoscimento scientifico svizzero. Viene fondato l’Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura.

2014

Approvata dal Gran Consiglio l’istituzione della quinta Facoltà: Scienze biomediche.

2016

Entra in vigore un nuovo modello organizzativo e alla guida dell’USI arriva Boas Erez, il primo Rettore.