Presentazione del libro: Ricerche in corso. Atti delle giornate di studio dedicate ai lavori di Master di giovani storiche e storici dell'arte
Academy of Architecture Library Mendrisio
Date: 12 May 2026 / 18:00 - 20:00
Programma:
Introduce: Angela Windholz, Responsabile della Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio
Intervengono:
Daniela Mondini, Accademia di architettura di Mendrisio dell’Università della Svizzera italiana, Direttrice del Master in Storia e teoria dell’arte e dell’architettura
Carla Mazzarelli, Accademia di architettura di Mendrisio, Università della Svizzera italiana
Modera: Laura Damiani Cabrini, membro di comitato AsaSi
Seguirà un rinfresco
Tra gli scopi principali dell’Associazione storiche e storici dell’arte della Svizzera italiana vi è quello di sostenere, mettere in rete e porre in luce il lavoro dei professionisti attivi nell’ambito della disciplina storico-artistica, con particolare riferimento alle giovani generazioni di studiosi che si stanno aprendo alla professione, facendosi promotrice di occasioni di scambio intergenerazionale tra tutti gli attori attivi nell’ambito della storia dell’arte. In particolare, nel corso del 2021 e del 2023 AsaSi ha organizzato due incontri pubblici dedicati alla presentazione delle tesi di master di neo-laureati, offrendo l’opportunità a una decina di ricercatori di presentare succintamente i risultati delle proprie indagini davanti ad un pubblico composto in parte da specialisti. Alcuni tra loro hanno in seguito colto con entusiasmo la proposta di AsaSi di pubblicare i propri studi nella cornice di un quaderno che si vuole il primo di una collana di studi volti ad incentivare le nuove generazioni allo studio e alla ricerca nell’ambito delle discipline legate alla Storia dell’arte.
Gli ambiti di riflessione critica coprono periodi e tematiche molto differenziati, che vanno dall’alto Medioevo al XXI secolo, presentando approcci e metodologie di ricerca diversificati, in alcuni casi espressione della tradizione di studi incarnata dagli atenei di appartenenza. Contributi che riguardano argomenti inerenti alla storia dell’arte non solamente nella Svizzera italiana, ma che si estendono alla Svizzera romanda, alla Svizzera tedesca e alla Lombardia.
Si inizia con due studiose formate presso l’Università di Losanna, i cui contributi centrati sul Medioevo sono espressione del prestigio conquistato nei decenni trascorsi dall’ateneo romando in questo campo. Elena Cereghetti analizza alcune pitture murali altomedievali a soggetto sacro, rinvenute nel corso degli scavi archeologici effettuati tra il 1990 e il 1992 nella chiesa di Santa Susanna a Roma e ritrovate in circa 7000 frammenti disposti scrupolosamente al di sopra di uno scheletro all’interno di un sarcofago del II secolo. La tesi di Céline Delévaux ha invece avuto oggetto di studio il “Manoscritto 20” della Bibliothèque cantonale jurassienne di Porrentruy. Si tratta di un volume poco studiato relativo alla Legenda aurea, redatta dal predicatore domenicano Jacopo da Varazze, interessante, sia per la provenienza che per il notevole numero di miniature che vi sono conservate.
Due le tesi redatte nell’ambito degli studi promossi dall’Accademia di architettura di Mendrisio, riguardanti il collezionismo e la sua declinazione museale. Ilaria Malyguine si addentra in un territorio molto particolare, relativo al collezionismo di opere giapponesi in Svizzera. Elisa Malnati si concentra su di un caso di studio di estrema attualità, partendo da un nucleo collezionistico appartenete alle collezioni del MASI a Lugano, alla base del quale vi è la donazione nel 1965 alla Città di un gruppo di opere già di proprietà di Adolphe Milich (1884 Tyszowce -1964 Parigi), pittore polacco di origine ebraica, e di sua moglie Carla Fassbind (1887 Arth -1974 Lucerna), discendente di una famiglia svizzera di albergatori.
L’ultima sezione sposta l’accento dei contributi su alcune vicende a cavallo tra Milano e Svizzera, relative alla storia dell’architettura e della fotografia del Novecento, colte attraverso una chiave di lettura particolare. Se Nicholas Costa prende in considerazione cinque anni cruciali per la storia della Rivista Tecnica della Svizzera italiana, tra il 1953 e il 1957, a chiudere questo primo fascicolo è la ricerca di Nicolò Latini, centrata sull’opera della fotografa milanese Jacqueline Vodoz (1921 – 2005), una fotoreporter freelance che dal 1953 al 1958 realizzò numerosi reportages aventi quale soggetto la vita quotidiana nella Milano del dopoguerra.