La collezione grafica in mostra alla Biblioteca dell'Accademia

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Academy of Architecture

Start date: 17 April 2024

End date: 7 June 2024

 

La collezione grafica in mostra.
Il dibattito sulla forma del Colosseo tra architetti e archeologi
nelle opere di Pietro Bianchi, Bartolomeo Pinelli, Francesco Piranesi, Luigi Rossini e altri

 

17 aprile - 7 giugno 2024

Biblioteca dell'Accademia di architettura  Mendrisio

 

Fino all’inizio del XIX secolo uno degli edifici più famosi dell’antichità era poco più di una pittoresca rovina sepolta dalla vegetazione e circondata da costruzioni di fortuna, e la sua forma architettonica completa non era quasi mai stata studiata. La sua decadenza era iniziata nella tarda antichità in seguito a ripetuti terremoti. Prima che il Colosseo si presentasse come una rovina archeologicamente isolata e ripulita, verso la fine del XIX secolo, l’anfiteatro era stato un sito monumentale riutilizzato in vari modi, riadattato in alcune parti per altri scopi o demolito per recuperare materiali da costruzione fin dal declino dell’antica civiltà romana. Nel Medioevo le volte e gli archi rimasti furono trasformati in stanze, negozi e botteghe, o addirittura in residenze della potente famiglia aristocratica romana dei Frangipane. I muri rimanenti delle gradinate e delle sottostrutture furono sepolti da macerie, ampliamenti, piante e cespugli.
Ciò nonostante, un’immagine idealizzata dell’edificio era sopravvissuta nei secoli, con ricostruzioni più o meno fantasiose del Colosseo che compaiono in monete e mappe cittadine, in trattati di architettura e in guide illustrate dell’Urbe.
Il Grand Tour nel XVIII secolo riconobbe finalmente nelle mura in rovina un paesaggio arcadico, che traspose in una propria antichità ideale grazie alla rigogliosa crescita di piante sulle rovine. All’inizio del XIX secolo la movimentata storia del Colosseo e il suo immaginario cedettero il passo a un’indagine architettonica scientifica dell’edificio. Sotto Napoleone furono intrapresi scavi su larga scala, nell’ambito dei quali entrò in scena un architetto svizzero, la cui scoperta della posizione e della sottostruttura dell’arena avrebbe dato vita a uno dei più accesi dibattiti scientifici del secolo che coinvolse i più illustri antiquari, tra cui Carlo Fea e Antonio Nibby.
In Canton Ticino, oltre che presso l’Archivio di Stato di Bellinzona, anche nella Biblioteca dell’Accademia sono conservati materiali grafici, con riproduzioni a stampa e tracce autografe, legati alle attività di scavo svolte dall’architetto svizzero Pietro Bianchi presso il Colosseo.
Tra quei materiali sono di particolare interesse rare vedute degli interni dell’anfiteatro, a quanto sembra inedite, che hanno dato origine a una serie di riflessioni sulle circostanze della loro produzione e sui motivi della loro apparente mancata diffusione e divulgazione.

 

Biblioteca dell'Accademia di architettura
Palazzo Turconi 25
Mendrisio

 

Informazioni [email protected]

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