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Dall'IRB speranze contro la bronchiolite

Immagine di nanoparticelle che espongono sulla loro superficie la proteina virale di fusione F di hRSV
Immagine di nanoparticelle che espongono sulla loro superficie la proteina virale di fusione F di hRSV

Servizio comunicazione istituzionale

Dalla collaborazione tra l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB, affiliato all’USI) e diversi altri centri di ricerca europei e statunitensi giunge una nuova speranza per lo sviluppo di un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale umano (hRSV), responsabile, in particolare, di infezioni polmonari acute quali la bronchiolite nei bambini. I risultati della ricerca, coordinata dal Dr. Laurent Perez presso l'IRB a Bellinzona, sono stati pubblicati nella prestigiosa rivista scientifica Cell.

La scoperta

Lo studio descrive lo sviluppo di nanoparticelle proteiche in grado di auto-assemblarsi e di esporre sulla loro superficie una particolare proteina (nello specifico, una variante stabilizzata della proteina virale di fusione F). La presenza di queste nanoparticelle migliora la risposta del corpo contro l’infezione e costituisce dunque una base interessante per un potenziale vaccino: l’azione degli anticorpi nel neutralizzare il virus respiratorio sinciziale umano si è dimostrata fino a dieci volte superiore rispetto a quella stimolata da vaccini oggi impiegati nella ricerca clinica.
La ricerca apre dunque nuove speranze per lo sviluppo di un vaccino davvero efficace e conferma che, in quest’ambito, le nanoparticelle possono essere uno strumento utile, specie quando l’agente infettivo esprima antigeni poco stabili o in grado di indurre solo una blanda risposta immunitaria.  

Il virus hRSV

Il virus respiratorio sinciziale umano (hRSV) è considerato una minaccia in ambito sanitario mondiale. Negli adulti in salute l’infezione provoca tipicamente tenui sintomi respiratori mentre può essere molto pericolosa negli anziani e nei bambini, tanto da essere responsabile di un considerevole numero di ricoveri anche nei Paesi industrializzati. A livello mondiale è la seconda causa di mortalità infantile dopo la malaria. 

Rilevanza

L’importanza di questo studio è stato riconosciuta da un commento, pubblicato nella medesima edizione di Cell, di Rino Rappuoli, immunologo di fama mondiale che attualmente riveste la carica di direttore scientifico e responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo esterna presso GlaxoSmithKline (GSK) Vaccines. La ricerca è stata coordinata all’IRB ed è stata resa possibile grazie a fondi concessi dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Ha coinvolto anche l’Institute for Protein Design, Washington University (USA), il Center for Molecular Medicine, Karolinska Institutet (Stoccolma, Svezia) e il Fred Hutchinson Cancer Research Center (Seattle, USA).

 

Per maggiori dettagli (testo in lingua inglese): www.irb.usi.ch

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