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Nuove prospettive sulla concorrenza fiscale: la nascita dei paradisi fiscali in Svizzera

Wollerau, comune del Canton Svitto che si affaccia sul Lago di Zurigo (foto: Wikimedia)
Wollerau, comune del Canton Svitto che si affaccia sul Lago di Zurigo (foto: Wikimedia)

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Come nascono i paradisi fiscali locali? La competizione fiscale può essere dannosa? Raphaël Parchet, Professore assistente di microeconomia alla Facoltà di scienze economiche dell’Università della Svizzera italiana, affronta queste domande nel suo nuovo progetto “Sorting, Tax Competition and the Rise of Local Tax Havens”, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica (FNS), facendo nuova luce sulle ragioni che stanno alla base della nascita dei paradisi fiscali in Svizzera.

L’origine dei paradisi fiscali

Il Professor Parchet ha dedicato gran parte della sua ricerca al tema della concorrenza fiscale, rivolgendo particolare attenzione ai comuni svizzeri. Il suo nuovo progetto, che ha ricevuto un finanziamento di tre anni da parte del FNS, si focalizzerà sul tema, molto dibattuto, dei paradisi fiscali.

Il progetto si basa su un recente articolo del Prof. Parchet, intitolato “Culture and Taxes” (pubblicato dal “Journal of Political Economy”, scritto assieme alla Prof. Beatrix Eugster dell’Università di San Gallo). “Prove empiriche dimostrano che alcuni comuni svizzeri si impongono come paradisi fiscali con delle aliquote d’imposta particolarmente basse, un’elevata concentrazione di contribuenti ad alto reddito e prezzi immobiliari molto alti”, ci spiega il Prof. Parchet. Altri elementi che caratterizzano un paradiso fiscale sono, come dimostrato da dati aneddotici e preliminari, delle dimensioni relativamente piccole, la presenza di amenità – come ad esempio l’accesso a un lago –, servizi e strutture di qualità e buoni collegamenti con un vicino centro urbano. Wollerau, comune del Canton Svitto, rappresenta un esempio calzante di questa ipotesi iniziale: situato sulle rive del lago di Zurigo, ottimamente collegato alla città della Limmat, questo comune attrae contribuenti facoltosi e ha una delle aliquote fiscali più basse della regione.

Tuttavia, “non tutti i comuni di piccole dimensioni o comunque attrattivi hanno delle aliquote fiscali basse”, osserva il Professor Parchet, fornendo l’esempio del comune di Vandoeuvres, nel Canton Ginevra, il quale, pur avendo il reddito mediano più alto, aveva un’aliquota fiscale molto vicina alla media (dati del 2013). Il progetto si propone quindi di esaminare come mai alcune località si impongano come dei paradisi fiscali e quali fattori impediscano invece ad altre di usare strategicamente l’aliquota fiscale a loro favore per diventarli.

Una prospettiva storica

Esiste anche un interesse storico in relazione a questo argomento: come rileva Parchet, “guardando indietro nel tempo, località conosciute oggigiorno come dei paradisi fiscali non sono sempre stati dei comuni ricchi con delle aliquote basse”.

Quale potrebbe essere la ragione dietro a questo fenomeno? Soffermandosi sull’esempio precedente di Wollerau, un’analisi storica può aiutare a comprendere questa evoluzione: negli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, la distribuzione del reddito del comune era in linea con la media nazionale; poi, negli anni successivi, il comune ha subito diverse trasformazioni, come la riqualifica dei terreni agricoli, un intenso sviluppo urbano, la costruzione del collegamento autostradale con la città di Zurigo, fattori che potrebbero aver aiutato il comune a diventare e a imporsi come paradiso fiscale.

Come mai altre località non si sono sviluppate in una maniera simile? Che cosa potrebbe aver impedito ad altre regioni di seguire l’esempio di Wollerau? Queste preliminari indicazioni storiche dimostrano che, nell’analisi di questo fenomeno, bisogna prendere in considerazione anche svariati aspetti contestuali.

Dati fiscali: un potenziale per la comunità scientifica

Per quanto concerne i dati, è importante menzionare che una parte sostanziale del progetto consiste nella costruzione di due grandi banche dati. Da un lato, l’idea è quella di estendere le informazioni riguardanti le aliquote d’imposta mediane pubblicate dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) a tutti i comuni dal 1945 a oggi. L’altra banca dati si concentrerà sul reddito: il gruppo di ricerca del progetto stabilirà diverse misure di distribuzione del reddito a livello locale partendo dalla statistica federale dell’imposta sul reddito disponibile a partire dagli anni ‘40, dati che erano stati raccolti e digitalizzati nel corso di due precedenti progetti “Sinergia” del Fondo Nazionale.

Questa quantità di dati rappresenta sicuramente una ricca fonte di informazioni e ha quindi un grande potenziale per delle analisi future, non solo in ambito tributario. L’obbiettivo finale del Prof. Parchet è quello di condividere questi dati con il pubblico: infatti, alla fine del progetto, le informazioni pubbliche rese disponibili dall’AFC saranno liberamente accessibili alla comunità scientifica.

La Svizzera: un terreno fertile per la ricerca sulla fiscalità

Come visto in precedenza, il progetto si pone l’obbiettivo di esaminare quali fattori abbiano spinto, o frenato, i comuni a diventare dei paradisi fiscali. Sebbene non sia possibile dare una risposta chiara e definitiva né proporre una soluzione a questo interrogativo, altri aspetti dovranno essere presi in considerazione, come ad esempio l’interazione tra la politica fiscale e la politica della costruzione delle autostrade, tra l’accessibilità ai centri urbani e la disponibilità delle infrastrutture necessarie.

Un’altra fondamentale ragione dietro a questo sistema è il fatto che la Confederazione lascia una completa autonomia in ambito fiscale: in Svizzera, i cantoni possono infatti definire indipendentemente le proprie aliquote d’imposta. Lo stesso avviene per i comuni, i quali sono liberi di attuare la propria politica tributaria, seppur dovendo restare in linea con la regolamentazione cantonale. Grazie a questo sistema fiscale particolarmente libero, i cantoni, così come i comuni, possono competere tra di loro, cercando di imporsi come paradisi fiscali. La Svizzera rappresenta quindi un laboratorio ideale per lo studio di questo fenomeno da diverse angolazioni, poiché molti elementi, politici, fiscali, storici, interagiscono nella sua costruzione.

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