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La sostenibilità può diventare non etica? Un commento del Prof. Seele sulla NZZ

Servizio comunicazione istituzionale

La Neue Zürcher Zeitung ha pubblicato un contributo del professore dell’USI Peter Seele dal titolo “Kann Nachhaltigkeit unethisch werden?/La sostenibilità può diventare non etica?”. Responsabile di un progetto del Fondo Nazionale per la ricerca sul tema del “Greenwashing” e professore di etica aziendale all’USI, Peter Seele espone in questo commento il conflitto tra sostenibilità e libertà che può scaturire da una proclamata “emergenza climatica”.

“Nonostante le comprovate scoperte scientifiche sui cambiamenti climatici a la crescente domanda di sostenibilità, oggi ci si scontra comunque con l’inerzia umana e con la mancanza di strumenti efficaci per agire contro l’influenza dannosa dell’uomo sul pianeta”. Apre così il prof. Seele il suo commento sul fermento politico e sociale attorno al cambiamento climatico, evidenziando un contrasto fondamentale: seppur sia positivo il fatto che “11.000 scienziati, i quali non hanno potere legislativo o esecutivo, richiedano all’unisono la proclamazione di un'emergenza climatica, basandosi sulle proprie conoscenze scientifiche, spinti da obblighi morali”, quando a dichiarare lo stato di emergenza sono attori che quei poteri li hanno– stati, cantoni e comuni – subentra un problema di natura etica.

Come citato da Seele, infatti, ad oggi 10 stati, 13 città e comuni svizzeri, 62 tedeschi e 7 austriaci hanno dichiarato l’emergenza climatica. Un atto che sicuramente va a favore della sostenibilità, ma che porta a una forte controversia etica, in quanto “la proclamazione dell'emergenza da parte delle autorità pubbliche apre la possibilità di aggirare l’attuale stato di diritto e le sue libertà garantite”. Un conflitto dunque tra sostenibilità e libertà: in questo modo si rischia di limitare il concetto stesso di democrazia e le misure prese, per quanto basate su sani principi volti a salvaguardare il pianeta anche per le generazioni future, possono trasformarsi in un “programma moralmente discutibile con istituzioni che diventerebbero ambigue”. Il paradosso spiegato da Seele è il seguente: “chi non solo rivendica la sostenibilità, ma la attua con rigore, si imbatte in un conflitto tra valori fondamentali”, che compromette le società aperte e democratiche come anche la dichiarazione simbolica di uno stato di emergenza climatica. 

Leggi il commento completo a cura di Peter Seele al seguente link: https://www.nzz.ch/meinung/klimanotstand-kann-nachhaltigkeit-unethisch-werden-ld.1520436

 

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