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"100 donne e mille altre": Silvia Santini

Servizio comunicazione istituzionale

Informatica e professoressa all’Università della Svizzera italiana, Silvia Santini è tra i volti scelti per la campagna “100 donne e mille altre”. I computer sono costantemente presenti nella vita di tutti i giorni e la professoressa Santini con il suo lavoro di informatica vuole entrare in questo quotidiano e alimentare le sinergie tra la società e le nuove tecnologie.

Come ricercatrice contribuisce infatti a sviluppare tecnologie e sistemi che hanno il potenziale di trasformare il nostro modo di vivere, occupandosi di tematiche incentrate sull’informatica, ma inerentemente interdisciplinari, spesso anche in contatto con le materie umanistiche. Attualmente si sta occupando dello sviluppo di emotion-aware systems, ovvero sistemi in grado di percepire le emozioni umane ed adeguarsi ad esse. “Si tratta di permettere agli strumenti tecnologici che ci accompagnano nella vita quotidiana – come ad esempio smartphones e smartwatches – di percepire il contesto in cui ci troviamo ed offrirci così servizi adeguati alla situazione ed al nostro stato d’animo” spiega Santini. Un esempio d’applicazione di questo tipo di sistema lo troviamo in un lavoro eseguito proprio con gli studenti e docenti dell’USI: “Abbiamo utilizzato dei dispositivi (simili a degli smartwatches) in grado di monitorare in modo accurato i segnali fisiologici (ad esempio battito cardiaco o l’attività elettrodermica) dei docenti e degli studenti durante le lezioni. Abbiamo dimostrato poi che questi segnali possono essere utilizzati per stimare il livello di engagement – quindi di concentrazione o interesse – in questo contesto”. Le informazioni, in modo aggregato, possono poi essere utili al docente per valutare l’efficacia di una lezione specifica o ancora allo studente per convogliare maggiore attenzione in un determinato corso.

Ai giovani studenti Santini trasmette la passione che nutre per la tecnologia e la scienza, interesse che risale agli studi liceali e che si è poi esteso alle scienze informatiche con il dottorato al Dipartimento di Tecnologia dell’Informazione e Ingegneria Elettronica all’ETH di Zurigo: “gli studenti spesso si sorprendono quando percepiscono le enormi capacità e potenzialità – e rischi – di sistemi capaci di percepire le emozioni umane e reagire ad esse. Il messaggio fondamentale che cerco di trasmettere è che sta in prima linea a noi, architetti e sviluppatori di nuove tecnologie, capirne i loro limiti, potenzialità e rischi ed applicare non solo le nostre capacità tecniche, ma anche il nostro giudizio etico e morale nel nostro lavoro, per un utilizzo della tecnologia che sia utile al cittadino e nel rispetto i diritti”. In questo contesto cita spesso Kranzberg: “Technology is neither good nor bad; nor is it neutral”.

Questo invito si inserisce in un’epoca in cui si percepisce una certa sfiducia o perdita di autorità del mondo scientifico: la disponibilità di informazioni di ogni genere sul Web e Social Media su tematiche attuali - come per esempio le discussioni sul cambiamento climatico – porta a prendere come scientificamente vere imprecisioni e informazioni fasulle che possono portare a pensare che la scienza non sappia dare risposte affidabili. “In questo senso – afferma Santini - è importante un maggiore impegno di docenti e ricercatori nel comunicare i metodi e risultati del proprio lavoro, per migliorare la percezione della scienza e degli scienziati nell’immaginario collettivo”. Scienza e tecnologia devono essere in questo senso al servizio della società per affrontare le problematiche fondamentali che sta vivendo, come la carenza di acqua, la diseguaglianza, o ancora i conflitti in molte parti del mondo.

Parte del mestiere d’informatico secondo Santini è proprio quello di osservare le tendenze attuali, cercare di capire le loro interazioni e provare ad immaginare sviluppi futuri e le loro potenzialità: “gli sviluppi più dirompenti sono proprio quelli che non ci aspettiamo, quelli che non sappiamo immaginarci oggi. Quando Internet iniziò ad espandersi, neanche i suoi architetti furono in grado di prevedere l’avvento dei social media”. Mamma di due figli, si apre comunque con curiosità ad immaginare la realtà interconnessa in cui vivranno in futuro.

Leggi il profilo di Silvia Santini sul sito dell'iniziativa: https://100donne.ch/portraits/silvia-santini/

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