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I tempi di un vaccino: intervista ad Antonio Lanzavecchia sul CdT

Servizio comunicazione istituzionale

Il giornalista Giona Carcano de Il Corriere del Ticino ha intervistato Antonio Lanzavecchia, Direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina affiliato all’USI, in merito alla scoperta del vaccino contro il coronavirus: come si produce un vaccino e quali sono le tempistiche?

Sui media si nota molta confusione riguardo le presunte tempistiche legate alla produzione di un vaccino contro il Coronavirus. Come affermato da Lanzavecchia nell’intervista al CdT, “lo sviluppo di un nuovo vaccino ha sempre richiesto diversi anni di ricerche seguite dalle tre fasi di sperimentazione clinica che devono stabilire sicurezza ed efficacia. Attualmente, le stime più ottimistiche per il COVID-19 sono che si possa arrivare ad avere a disposizione un vaccino efficace nell'arco di soli 12-18 mesi”.

Su invito del giornalista Lanzavecchia ha poi chiarito il processo che porta alla creazione di un vaccino, un approccio sofisticato “che si basa sull'identificazione di quello che potremmo definire il tallone di Achille del virus, cioè la molecola necessaria al virus per infettare le cellule dell'ospite. Una volta identificata, questa molecola può essere prodotta in laboratorio e somministrata in una forma opportuna in modo da generare anticorpi specifici in grado di neutralizzare il virus”. Grazie alla condivisione tempestiva dei dati relativi al sequenziamento del virus da parte dei ricercatori cinesi si sono inoltre potuti sviluppare in tempi brevi i test diagnostici per identificare e contenere l’infezione.

L'IRB nel 2004 è stato tra i primi ad isolare l'anticorpo al virus della SARS-1 e in seguito della MERS, un'altra forma letale di coronavirus. È inoltre recente la notizia dell'ottenimento di un finanziamento europeo da parte dell'Istituto per studiare il nuovo virus. 

Leggi l'intervista completa, a cura di Giona Carcano, in allegato.

 

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