L'importanza dei dati per capire la pandemia

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Servizio comunicazione istituzionale

27 Aprile 2020

Dopo il superamento del ‘picco’, la pandemia di Covid-19 è entrata in una nuova fase che riguarda anche l’analisi dei dati sulla diffusione del coronavirus, un’operazione utile per aiutare a capire – tra le altre cose – l’effetto dei provvedimenti presi dalle autorità sanitarie e politiche. Nella fase iniziale della pandemia alcuni ricercatori all’Istituto di finanza dell’USI si sono adoperati per creare una ‘mappa del contagio’ (il “Coronamapper”, v. servizio RSI), mentre ora un altro team (sempre dell’Istituto di finanza dell’USI) ha sviluppato un’analisi particolare dell’evoluzione tra tre regioni geograficamente vicine e molto interconnesse: il Ticino, la Lombardia e il Veneto.

Con il sito Coronavirus Insights, i dottorandi-ricercatori Silvia Dalla Fontana e Nicola Mano, entrambi dell’Istituto di finanza dell’USI, propongono due analisi, una fra le Regioni italiane del Veneto e della Lombardia, e una fra Lombardia e Ticino. La prima è stata scelta in quanto riguarda due Regioni non solo tra le più colpite, ma anche le prime in cui sono stati individuati dei focolai della pandemia, con conseguenti misure di quarantena già a partire da febbraio. La seconda, invece, è stata scelta per la stretta interconnessione sia geografica, sia economica, dato l’elevato interscambio quotidiano di lavoratori frontalieri. In entrambi i casi, la gestione e i provvedimenti presi dalle rispettive autorità, sia nei tempi che nelle modalità, sono stati diversi, e da questi confronti si pensa possa essere utile a comprendere quanto e se queste differenze siano state importanti nel determinare l'evoluzione del virus.

“In un momento in cui intorno all’efficacia dei provvedimenti di contenimento si infiammano dibattiti pubblici, ipotesi personali e ricostruzioni fantasiose, non c’è nulla di più saggio che costruire le proprie opinioni a partire dai dati. In questo senso, il confronto interregionale tra gli indici che proponiamo può essere un punto di partenza per maturare consapevolezza su queste dinamiche complesse”, sottolinea Nicola Mano.

Dall’analisi nel confronto transfrontaliero, in particolare, emergono alcuni elementi interessanti. In Ticino, per esempio, rispetto alla Lombardia i casi di contagio riportati sembrano aumentare più velocemente nel mese di marzo. Allo stesso tempo, la curva dei positivi, sia ufficiali che stimati, per il Ticino sembra rallentare più velocemente ad aprile. Inoltre, la frazione di ospedalizzati sui positivi accertati è maggiore in Lombardia, mentre il numero di pazienti in terapia intensiva su pazienti ospedalizzati è maggiore in Ticino. Infine, mentre il numero di ospedalizzati (per 10mila abitanti) è maggiore in Lombardia, il numero di ricoverati in terapia intensiva (per 10mila abitanti) è maggiore in Ticino.

“Una delle cose che ci ha insegnato questa esperienza è che l’umanità è profondamente indifesa di fronte a scenari pandemici. Consapevoli che situazioni simili potranno riproporsi, riteniamo che ogni esercizio di comprensione dei dati possa essere utile a farci trovare più preparati ad affrontare eventuali sfide future”, conclude Silvia Dalla Fontana.

 

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