Il mercato all'ingrosso dell'elettricità

53304a24467c5987640d71b193fbdb04.jpeg

Servizio comunicazione istituzionale

25 Maggio 2020

L’Istituto di ricerche economiche dell'USI (IRE, Facoltà di scienze economiche) tratta svariati temi tra i quali vi è anche lo studio dell’evoluzione dei prezzi dell’elettricità in Ticino, in Svizzera e nell’Unione europea. Alessandra Motz, dottoranda presso l’IRE, è responsabile delle analisi dei mercati dell'energia per l’Osservatorio finanze pubbliche ed energia (O-FPE) e di recente si è occupata del rapporto “Il mercato all’ingrosso dell’elettricità”, che analizza le dinamiche osservate in questo campo nel corso del 2019 e nei primi mesi del 2020. Lo studio propone un’interessante retrospettiva delle novità in atto a livello europeo in merito alle politiche energetiche e sul fronte geopolitico, che hanno un impatto significativo anche sul mercato nazionale.

Secondo quanto riportato dal rapporto, il 2019 si è rivelato un anno difficile per le imprese del settore energetico, con i prezzi dell’elettricità diminuiti di circa il 20% in media annua. Quali sono i fattori che hanno determinato queste tendenze? Il rallentamento della crescita economica globale e l’eccesso di offerta sul mercato del gas naturale sono sicuramente due fattori chiave in questa riduzione.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, nella cui definizione la Svizzera si è impegnata a fondo, incoraggiano a creare un’economia sempre più verde, competitiva ed efficiente, e la Svizzera con la sua Strategia Energetica 2050 ha già compiuto importanti passi, come la dismissione a dicembre del 2019 della centrale nucleare di Mühleberg. L’accordo istituzionale con l’Unione europea (UE) per una piena integrazione del mercato elettrico elvetico nel mercato interno dell’energia è da parte sua ancora in sospeso.

L’UE è stata protagonista di varie tappe importanti legate alle politiche energetiche. Clean Energy Package, Green New Deal, rinnovo dei contratti per il transito del gas russo attraverso l’Ucraina, o ancora la Brexit che prevede la partecipazione del Regno Unito fino alla fine dell’anno al mercato interno dell’energia: sono solo alcuni degli importanti avvenimenti spiegati nel rapporto, ai quali va ad aggiungersi l’attuale pandemia che ha portato a misure di contenimento di forte impatto sull’economia.

Un mercato interconnesso, quello energetico, con riflessi anche per le aziende ticinesi, che riscontrano un calo dei prezzi dall'inizio del 2020 e attendono un recupero nella seconda metà dell’anno. "I ribassi colpiscono soprattutto l’attività di generazione, che nel Cantone è largamente basata sulla fonte idroelettrica, pulita ma non particolarmente economica. Le aziende elettriche ticinesi hanno però diverse frecce al proprio arco: il plusvalore ecologico della produzione, il legame con il territorio e l’investimento costante nello sviluppo del know-how tecnico e commerciale indispensabile per affrontare la transizione", spiega Alessandra Motz.

Un riassunto del rapporto e il documento completo sono disponibili a questo link: www.ofpe.usi.ch/it/energia

 

Facoltà

Rubriche