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Da Lugano a Lisbona, sulla via della Finanza

Virginia Gianinazzi (foto: Vanni Gianinazzi)
Virginia Gianinazzi (foto: Vanni Gianinazzi)

Servizio comunicazione istituzionale

Lugano, San Gallo, Barcellona, Lugano, New York, Lugano, Lisbona… queste le tappe del percorso accademico di Virginia Gianinazzi, che ha da poco conseguito il suo dottorato in finanza all’USI e che a breve assumerà la posizione di Professoressa assistente presso la Nova School of Business and Economics a Lisbona, una delle migliori realtà europee nel settore. Oltre a ciò, un suo lavoro di ricerca è appena stato premiato dalla rivista scientifica statunitense Review of Asset Pricing Studies.

All’Istituto di finanza dell’USI (IFin, Facoltà di scienze economiche), che è sede anche dello Swiss Finance Institute (SFI) per la Svizzera italiana, la via della carriera accademica post-dottorato è di casa, come testimonia ad esempio anche Ilaria Piatti, alumna USI e oggi Professoressa di ruolo presso la Saïd Business School ad Oxford (www.usi.ch/it/feeds/4466). “Dopo aver conseguito la maturità liceale a Lugano, ho iniziato gli studi nel campo delle scienze economiche dapprima con il Bachelor all’Università di San Gallo, continuando con il Master alla Barcelona Graduate School of Economics e infine con il dottorato in finanza all’USI”, racconta Virginia. “Nel corso dei miei studi dottorali a Lugano ho potuto beneficiare anche di un finanziamento del Fondo nazionale svizzero per favorire la mobilità all’estero, che nel mio caso mi ha portato a studiare un anno negli Stati Uniti presso NYU Stern School of Business. Ora, dopo aver difeso la mia tesi dottorale sotto la direzione del Prof. Alberto Plazzi, partirò per Lisbona dove sono stata assunta quale professoressa assistente nel Dipartimento di finanza della Nova School of Business and Economics”, spiega Virginia.

Riguardo i suoi interessi di studio e ricerca, la giovane luganese si occupa principalmente di finanza delle economie domestiche (household finance), di valutazioni empiriche di beni finanziari (empirical asset pricing) e di mercati finanziari (financial intermediation). In particolare, l’analisi condotta assieme al collega Dr. Andrea Barbon, anch’egli dottorato in finanza all’USI, sugli effetti degli interventi della Banca centrale giapponese sui prezzi dei titoli azionari nipponici le è valso il premio “Rising Scholar Award 2020” conferito dalla rivista scientifica statunitense Review of Asset Pricing Studies (RAPS). Sui contenuti dello studio intitolato “Quantitative Easing and Equity Prices: Evidence from the ETF Program of the Bank of Japan” aveva già riferito in anteprima, due anni orsono, il giornale studentesco universitario L’universo (https://luniverso.com/finanza-gianinazzi/). “Il lavoro che ho svolto assieme al collega Andrea è stato presentato la prima volta in occasione dell’annuale conferenza dell’American Finance Association e dell’American Economic Association, tenutasi a Filadelfia a inizio 2018”, dice Virginia. “Il tema del quantitative easing è molto sentito nel mondo accademico, così come in quello politico, specialmente dopo la crisi finanziaria globale del 2008. La Bank of Japan è stata la prima banca centrale di un Paese del G7 ad effettuare acquisti di titoli azionari – tramite gli Exchange Traded Funds, ETF, ovvero i fondi d'investimento a replica passive quotati in Borsa – per sostenere la propria economia. La quantità di dati analizzabili a seguito di questi interventi, che sono iniziati nel 2013, è stata fondamentale per studiarne l’efficacia: l’articolo trova un cosiddetto “effetto persistente”, ovvero senza importanti inversioni di tendenza sull’evoluzione a rialzo della Borsa giapponese”, spiega in conclusione Virginia.

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