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Collaborare con un Premio Nobel

Davide Robbiani, direttore dell'IRB (foto: Pablo Gianinazzi, Ti Press)
Davide Robbiani, direttore dell'IRB (foto: Pablo Gianinazzi, Ti Press)

Servizio comunicazione istituzionale

Con l’assegnazione del premio Nobel per la medicina 2020 al virologo Charles M. Rice, della statunitense Rockefeller University, l’USI si arricchisce di un altro caso di collaborazione diretta con un premiato dell’Accademia reale svedese delle scienze. Davide Robbiani, direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB, affiliato all’USI), collabora infatti con il Prof. Rice e con lui è co-autore di una dozzina di pubblicazioni scientifiche. 

Il premio Nobel per la medicina 2020 è stato assegnato a tre scienziati, Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice, per il "contributo decisivo alla lotta contro l'epatite trasmessa dal sangue, un grave problema sanitario globale che causa cirrosi e cancro al fegato nelle persone di tutto il mondo. La scoperta del virus dell'epatite C da parte dei premi Nobel è una pietra miliare nella battaglia in corso contro le malattie virali" - recita la menzione.

“Con Charles Rice abbiamo lavorato assieme durante gli ultimi 4-5 anni per ricerche sui virus responsabili per malattie emergenti, in particolare lo Zika, ma anche altri virus in studi che non sono ancora pubblicati, e naturalmente in questi mesi stiamo collaborando attivamente sul coronavirus”, afferma Davide Robbiani, che prima di prendere in mano le redini dell’IRB a Bellinzona è stato ricercatore di lungo corso presso la Rockefeller University a New York. “Charles Rice è uno scienziato con la S maiuscola, non solo per i suoi contributi importantissimi allo studio di malattie infettive, come l’epatite C, che hanno aperto la porta (e tuttora ancora) a nuove terapie, ma anche come ‘mentor’ per la sua dedizione nella formazione di studenti e post-docs”, aggiunge Robbiani.  

Il caso Rice-Robbiani si aggiunge a quello fra il Nobel per l’economia 2003 Robert F. Engle e il professore dell'USI Giovanni Barone Adesi, co-autori di alcune pubblicazioni scientifiche nel campo della finanza quantitativa, e a quello del Premio Nobel per la fisica 2016 (andato a David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz) nella cui motivazione erano citati due studi di Piero Martinoli, già Presidente dell’USI (>> www.nobelprize.org).

Nei 'Quick link' a margine il commento al Radiogiornale RSI sul premio Nobel per l'economia 2020, assegnato a Robert Wilson e Paul Milgrom, da parte del Prof. Barone Adesi che è stato studente di Milgrom.

 

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