La conoscenza (e l'università), un progetto che si costruisce insieme. Verso il primo "town hall" dell'USI

Servizio comunicazione istituzionale

La conoscenza che "come fiamma si accende" dal dialogo. Prendiamo a prestito un’immagine dalla Lettera VII di Platone per proseguire il nostro viaggio tra le "scintille" dell'officina del sapere dell’USI, in occasione del 25esimo anniversario dell’Università. Dopo il "San Valentino della conoscenza" insieme al nostro Rettore, riflettiamo sulla conoscenza come progetto e come progetto essenzialmente collaborativo con la Prof.ssa Sonja Hildebrand, Prorettrice per la ricerca nelle scienze umane e le pari opportunità e promotrice del primo "Town hall" dell'USI, in programma il prossimo mercoledì 24 febbraio: un incontro per mantenere il più possibile vicina e a misura di persona la nostra Università e per discutere di come continuare a fare conoscenza insieme nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia di COVID-19. 

 

Prof.ssa Hildebrand, dunque la conoscenza come "progetto". Una parola che riporta – tra gli altri – all'ambito dell'architettura, che per definizione è una conoscenza al plurale e, più in generale, un campo in cui diverse discipline e prospettive dialogano e collaborano.  

Sì, proprio così. L'architettura è un primo esempio di produzione di conoscenza (e di opere architettoniche) in un processo dialogico e collaborativo. Già Vitruvio sottolineava che l'architettura partecipa a una moltitudine di discipline, deducendone che un architetto deve sviluppare competenze in molte materie diverse. Vitruvio descrive l'architetto in particolare come un "generalista", che combina le sue conoscenze (parziali) di diverse discipline nella progettazione e nella costruzione.

Il concetto dell'architetto come generalista è ancora oggi un principio guida che determina l'insegnamento in molte facoltà di architettura. Di conseguenza, il curriculum è multidisciplinare intorno alla disciplina centrale del design.

Fondamentalmente, questo approccio multidisciplinare si applica in un modo o nell'altro a tutte le scienze. È un elemento essenziale della ricchezza di pensiero e del potenziale creativo che può svilupparsi nelle scienze. Il dialogo e la collaborazione, mettendo insieme non solo diverse discipline ma anche diverse prospettive e approcci, costituiscono una base essenziale per questo. 

 

E la collaborazione, prima ancora che tra prospettive e discipline, è tra persone.

Una cosa è chiara: un dialogo è condotto da persone. Questo certo può essere fatto attraverso libri, riviste o altre forme mediate. Ma il contatto personale e diretto è sempre particolarmente stimolante. Solo esso permette un'interazione dinamica, che si dispiega anche quando una lezione viene tenuta ex cathedra in aula. Le settimane di insegnamento a distanza ce lo hanno dimostrato in modo impressionante.

Il concetto di scambio può essere applicato a molte costellazioni diverse e il dialogo interdisciplinare è solo uno di queste. Lo scambio nasce sempre quando diverse prospettive possono articolarsi. La diversità è quindi un prerequisito fondamentale dell'interazione dialogica e della cooperazione. Questo vale per l'università come per le squadre miste (mixed teams) su cui si basano diverse imprese aziendali. L'università offre inoltre l'opportunità di applicare il concetto dialogico alla relazione tra insegnanti e studentesse e studenti. Probabilmente la maggior parte degli insegnanti ha fatto l'esperienza che la propria conoscenza si forma anche nella trasmissione e nel dialogo con gli studenti e le studentesse.

 

Pluralità di prospettive e confronto tra persone. Questo ci porta al primo "Town hall" dell'USI. Di che cosa si tratta?  

Un "Town hall" è in sostanza un incontro aperto, in cui una comunità si ritrova idealmente nella sua interezza, per condividere informazioni e confrontarsi su questioni che riguardano tutti i membri della comunità medesima. Il termine deriva dalla pratica di alcune piccole città statunitensi di organizzare questi incontri plenari, in cui tutti hanno diritto di esprimersi, nell’edificio del municipio ("town hall", appunto). Per fare però un esempio più vicino a noi, in fondo è una sorta di Landsgemeinde. Ci troveremo online mercoledì 24 febbraio e l’argomento sarà "L’USI e il terzo semestre Covid-19: quali sfide e come affrontarle", con attenzione soprattutto alle esigenze e problematiche di studentesse e studenti.

Il primo Town hall USI si tiene nell’anno del 25esimo dell'Università, e questo non è un caso – se non ci fosse stata la pandemia, si sarebbe tenuto in presenza e su altro tema. L'iniziativa infatti esprime bene i due temi conduttori del 25esimo, "Facciamo conoscenza" e "USI is U", e il loro intreccio.

Per fare (creare) conoscenza è fondamentale fare conoscenza (conoscersi) tra persone. "Facciamo conoscenza" è, d'altra parte, un'espressione alla prima persona plurale, a sottolineare la dimensione del "noi" che contraddistingue lo sviluppo della conoscenza in un'istituzione come un'università, dove contribuiscono a "fare" conoscenza non solo professoresse e professori e ricercatrici e ricercatori, ma anche studentesse e studenti e collaboratrici e collaboratori. 

Il Town hall vuole essere così allo stesso tempo un momento per conoscersi meglio, per sottolineare che siamo una comunità e che come tale facciamo (creiamo) conoscenza insieme, e per ricordarci che "l'USI sei tu", che l'USI è ognuno di noi, e che in questo momento è particolarmente importante trovare nuovi modi non solo per portare avanti formazione e ricerca, ma anche per restare vicini, per dialogare come comunità, mantenendo saldi e anzi rafforzando i legami che ci uniscono. Come la conoscenza, anche l'università è infatti un progetto che si costruisce insieme.

 

Ricordiamo l'appuntamento con "Town hall" mercoledì 24 febbraio 2021 dalle 18.30. Clicca qui per maggiori informazioni. 

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