Un progetto Agorà sull'opera di Domenico Fontana

Servizio comunicazione istituzionale

8 Marzo 2021

Valorizzare il territorio ticinese e la conoscenza della sua storia, questo è uno degli scopi del progetto Agorà “The ‘inventions of many works’: Domenico Fontana (1543-1607) and his building works” presentato da L. Tedeschi e N. Navone dell’Archivio del Moderno al Fondo Nazionale Svizzero (FNS) in collaborazione con la Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst di Rancate e l’Atelier Blumer dell’Accademia di architettura. Il progetto intende comunicare al largo pubblico i risultati della ricerca FNS “L’impresa Fontana tra XVI e XVII secolo: modalità operative, tecniche e ruolo delle maestranze”, accesa presso l’Archivio del Moderno, tramite la costituzione di una piattaforma di archiviazione partecipata dedicata all’emigrazione delle maestranze edili ticinesi e ai mestieri dell’edilizia e prevede l’allestimento di una mostra che vede coniugati metodi tradizionali di esposizione con opere del XVI secolo e metodi digitali interattivi.

La mostra verrà inaugurata nell’autunno 2022 presso la Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst di Rancate. Attraverso una piattaforma di archiviazione digitale partecipata sarà possibile conoscere i contenuti dell’esposizione accendendo, anche grazie alle proposte degli utenti e pratiche di crowdsoucing, un dialogo che potrà arricchirsi delle testimonianze e dei documenti del pubblico, dando così vita a una narrazione “dal basso”. Una narrazione che mira a costruire, con il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità locali e professionali, una Digital Public History.
Il percorso espositivo si comporrà di opere originali del XVI secolo e di installazioni virtuali in grado di far vivere il lavoro nei cantieri fontaniani, testimonianza dell’evoluzione tecnologica in atto, e di offrire la restituzione di questi spazi, consentendo la visita virtuale di edifici storici solitamente inaccessibili.

La mostra si propone come un’esperienza plurisensoriale, personalizzata e on demand in cui si approfondirà la conoscenza di un territorio (il Cantone Ticino) e di una vicenda storica che, facendo leva sull’incontro tra arte e tecnologia, sulle buone pratiche gestionali e su un aperto e propositivo dialogo tra differenti culture, ha contribuito alla storia europea, sottolineando il ruolo avuto da questo architetto e le sue maestranze alla costruzione di monumenti insigni a Roma, Napoli, Amalfi e Salerno.

Per maggiori informazioni sul progetto e la mostra potete cliccare qui 

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