Immunoncologia, alleanza vincente

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In vista dell’inaugurazione, in autunno 2021, del nuovo stabile che accoglierà il Centro di ricerca biomedica della Svizzera italiana a Bellinzona, la rivista Ticino Management propone una serie speciale di approfondimenti per illustrare le attività dei due istituti suoi capofila, IRB e IOR, capaci in poco più di 20 anni con la loro qualità di emergere a livello internazionale. In questo numero si parla delle nuove prospettive della ricerca trasversale fra immunologia e oncologia.

[Per gentile concessione di Ticino Management, numero di maggio 2021] 

Se l’intuizione che il sistema immunitario potesse essere in grado di proteggere l’organismo contro il cancro risale già a inizio Novecento e a metà secolo datano le prime evidenze sperimentali, è nell’ultima manciata di anni che il campo dell’oncologia è stato concretamente rivoluzionato dallo sviluppo di nuove terapie che prendono di mira le cellule tumorali stimolando il sistema immunitario dei pazienti e rendendolo in grado di riconoscere e distruggere le cellule cancerogene, anche qualora queste cerchino di eluderlo. Il rapido progresso di questi approcci ha già arricchito e, in un prossimo futuro, completerà ulteriormente le tecniche classiche come chirurgia, chemio- e radioterapia o le terapie a bersaglio molecolare per combattere la progressione delle neoplasie e per migliorare il tasso di sopravvivenza dei pazienti grazie all’efficacia sul lungo termine. 

La creazione di nuove immunoterapie richiede però un approccio multidisciplinare in grado di fondere due competenze distinte, oncologia e immunologia: i ricercatori della prima sono tenuti a studiare gli aspetti di base e clinici del cancro, i secondi sono essenziali per studiare la risposta immunitaria contro le aggressioni.

I tumori possono avere diverse cause scatenanti, fra le quali alterazioni genetiche, epigenetiche, metaboliche, a livello di microambiente tumorale o attivazione di cellule staminali tumorali. Con il loro progredire possono acquisire la capacità di formare metastasi e diventare resistenti alle terapie. Questi aspetti vengono approfonditi da diversi gruppi dell’Istituto di ricerca in oncologia (IOR), sempre più in collaborazione con ricercatori dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), con l’obiettivo sia di capirne le cause sia di cercare una soluzione. Situate a Bellinzona, queste due eccellenze della ricerca svizzera, entrambe affiliate all’Università della Svizzera italiana, si trovano in una posizione unica per generare nuove preziose conoscenze. Infatti, entrambi gli istituti vantano un’esperienza mondiale nello studio di importanti tipologie di tumore, come quello alla prostata, il cancro al seno, quello al fegato, il melanoma e i meccanismi generali del cancro. Le sinergie già esistenti non potranno che uscire rafforzate a partire da questo autunno, quando i due istituti si troveranno sotto il medesimo tetto, nella nuova sede del Centro di ricerca biomedica della Svizzera italiana a Bellinzona.

Nel contributo a firma di Susanna Cattaneo i commenti delle seguenti ricercatrici e ricercatori IRB e IOR:

  • Dott.ssa Giuseppina M. Carbone, direttrice del Laboratorio di Biologia del cancro prostatico, IOR
  • Dr. Carlo Catapano, Direttore dello IOR e Responsabile del Programma di biologia dei tumori e terapie sperimentali
  • Prof. Andrea Alimonti, direttore del Laboratorio di Oncologia molecolare, IOR
  • Prof. Jean-Philippe Theurillat, direttore del Laboratorio di genomica funzionale del cancro, IOR
  • Dr. Andrea Cavalli, a capo del Laboratorio di Biologia strutturale computazionale, IRB
  • Dott.ssa Arianna Calcinotto, capo gruppo Immunoncologia, IOR
  • Dott.ssa Mariagrazia Uguccioni, vicedirettrice dell’IRB e direttrice del Laboratorio Chemochine nell’immunità
  • Dr. Santiago González, capo gruppo Infezione e Immunità, IRB
  • Prof. Roger Geiger, capo gruppo Biologia dei sistemi, IRB
  • Prof. Petr Cejka, capo gruppo Meccanismi di ricombinazione, IRB

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