Open science: per una ricerca scientifica aperta

Il Prorettore per la ricerca Patrick Gagliardini durante una recente intervista
Il Prorettore per la ricerca Patrick Gagliardini durante una recente intervista

Servizio comunicazione istituzionale

15 Novembre 2021

Lunedì 22 novembre, tra le 9:00 e le 12:00, si terrà un workshop su Open Science e Open Research Data rivolto a professoresse e professori, ricercatrici e ricercatori, dottorande e dottorandi dell'USI, e personale dei servizi più direttamente implicato nel supporto alla ricerca (www.usi.ch/en/feeds/17393). Ne approfittiamo per capire meglio con il Prorettore per la ricerca Patrick Gagliardini in cosa consiste questo importante paradigma teso a rendere aperta ogni fase della ricerca scientifica.

 

Prof. Gagliardini, in cosa consiste l'evento del 22 novembre?

"La gestione dei dati della ricerca diventa vieppiù centrale sia per il mondo accademico sia per i servizi. Cosa si nasconde dietro agli acronimi più diffusi come ORD e RDM? Quale strategia è chiamata a sviluppare l'USI in questo settore specifico? Cosa si sta muovendo a livello nazionale e internazionale in questo ambito? Sulla base di alcune esperienze concrete, l'obiettivo dell'incontro è di fornire gli elementi di base a tutte le persone che hanno a che fare con i dati della ricerca. L’evento, che si svolge nell’ambito di USI25, è rivolto al personale USI."

 

Ci può anticipare cosa si intende per Open Science?

"È una modalità di concepire quanto prodotto in ambito scientifico - ad esempio articoli, atti di convegno, libri, dati sperimentali e metodologie - come liberamente accessibile ad altri ricercatori e alla collettività."

 

Quali sono i vantaggi per la ricerca e per la società?

"C'è consenso generale sul valore di promuovere una scienza aperta: l'accesso libero ai risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici migliora la disponibilità di informazioni per il pubblico, aumenta la visibilità delle pubblicazioni e della piazza accademica elvetica, favorisce un accesso più equo alla scienza e promuove la collaborazione interdisciplinare in tutto il mondo. Questo ha un impatto positivo anche sulla società: dall'istruzione alla pratica medica, alla capacità di innovare degli imprenditori. Il tutto, ovviamente, proteggendo al contempo la proprietà intellettuale delle ricercatrici e dei ricercatori."

 

E in cosa consistono invece gli Open Research Data, anch'essi oggetto del workshop di lunedì prossimo?

"Si tratta di una dimensione dell'Open science e delle buone pratiche della ricerca, che mira in particolare a facilitare l’accesso e il riuso dei dati scientifici. Grazie a questo approccio avremo risultati di ricerca sempre più trasparenti e riproducibili. Così facendo si promuove la collaborazione tra gruppi di ricerca e tra diverse discipline, oltre i sistemi giuridici e i confini nazionali."

 

Swissuniversities ha sviluppato una strategia a livello nazionale per l'Open access e gli Open Research Data?

"Sì, su richiesta della Segreteria di Stato per l'educazione, la ricerca e l'innovazione e in collaborazione con il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, swissuniversities ha sviluppato una strategia nazionale a favore dell'Open Access. Secondo questa strategia entro il 2024 le pubblicazioni scientifiche con finanziamenti pubblici dovranno essere disponibili in Open Access. La strategia nazionale degli Open Research Data si occupa del finanziamento delle infrastrutture per il ciclo di vita dei dati, e di aspetti molto rilevanti quali la creazione di consapevolezza su queste tematiche presso i ricercatori, e l’impatto per la valutazione della ricerca e le carriere."

 

L'USI a che punto è? Di quali strumenti si sta dotando?  

"Come le altre università svizzere, l’USI sta sviluppando una sua strategia in accordo con quella nazionale e con gli sviluppi internazionali su questo tema. Abbiamo ad esempio delineato una politica di ateneo per l’Open Access, e deciso di aderire ad iniziative nazionali quali lo Swiss Reproducibility Network, di cui siamo recentemente diventati membro istituzionale. Un aspetto centrale riguarda la sensibilizzazione delle ricercatrici e dei ricercatori dell’USI a questo tema, che vogliamo promuovere con iniziative come il workshop di lunedì 22 novembre ed altre che seguiranno."

 

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