Cyberbullismo: il punto di vista delle neuroscienze sociali

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Servizio comunicazione istituzionale

9 Maggio 2022

Quello della digitalizzazione responsabile è uno dei temi cardine scelto dall'USI per il 2022, che approfondiamo anche grazie agli studi neuroscientifici della Dr.ssa Rosalba Morese su cyberbullismo e isolamento. Il cyberbullismo è un fenomeno molto complesso, che con la grande diffusione dei social media può avere importanti ripercussioni sulla salute mentale.

Grazie agli studi della Dr.ssa Rosalba Morese, si è potuta confermare una conoscenza consolidata per chi si occupa di neuroscienze sociali: quando ci sentiamo esclusi, anche a causa del cyberbullismo, si attivano i circuiti cerebrali legati al dolore fisico. Viceversa, un aiuto che si è rivelato scientificamente valido tramite degli esperimenti empirici, è il supporto sociale.

La Dr.ssa Morese ha approfondito questi temi in una recente intervista al portale Ticinoscienza: «Sebbene la ricerca scientifica abbia identificato il cyberbullismo come un fattore di rischio per la salute mentale degli adolescenti (dall’isolamento alla depressione fino ai casi estremi di suicidio), poco si sa sui possibili meccanismi neurofisiologici coinvolti. L’approccio interdisciplinare tra la nuova branca delle neuroscienze sociali (che ci permette di capire cosa accade nel nostro cervello in riferimento ai diversi comportamenti sociali) e la psicologia può aiutarci a capire quali sono i fattori e processi coinvolti in offese e provocazioni online, sia come vittima che come aggressore».

Queste ricerche all'intersezione di diverse discipline potranno quindi aprire nuovi fronti, per proteggere al meglio gli adolescenti e individuare strategie di prevenzione e intervento.

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