Credit Suisse e l'azzeramento delle obbligazioni AT1: l'opinione di Francesco Franzoni sul Wall Street Journal

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Servizio comunicazione istituzionale

23 Marzo 2023

L’azzeramento delle obbligazioni aggiuntive di livello 1 di Credit Suisse mette in subbuglio il mercato delle obbligazioni emesse dalle banche europee. Create per essere convertite in azioni in momenti di difficoltà di istituti bancari emittenti, le obbligazioni aggiuntive di livello 1 hanno trovato grande interesse tra gli investitori grazie ai piu’ elevati rendimenti in un periodo caratterizzato da bassi tassi di interesse. “Ogni volta che si viene remunerati con un alto rendimento, è opportuno fare attenzione a cosa ci stia dietro”, dice Francesco Franzoni, Professore ordinario presso la Facoltà di scienze economiche, Istituto di finanza (IFin) dell'Università della Svizzera italiana e  in una recente intervista sul Wall Street Journal.

I detentori delle obbligazioni rischiose di Credit Suisse si sono visti cancellare il valore dei titoli detenuti in seguito all’acquisizione della banca da parte della rivale UBS. L’autorità di regolamentazione svizzera Finma ha infatti dichiarato che l’accordo di salvataggio di Credit Suisse avrebbe comportato un azzeramento del valore di tutte le obbligazioni aggiuntive di livello 1 (AT1) della banca. Questa tipologia di obbligazioni era stata introdotta in seguito alla crisi finanziaria del 2008-09 e “voluta dalle autorità di regolamentazione per migliorare la capitalizzazione delle banche”, dice il prof. Francesco Franzoni. “Le obbligazioni AT1 erano viste come un nuovo strumento di rafforzamento del capitale delle banche”, ovvero delle riserve di sicurezza che le banche avrebbero potuto impiegare in condizioni di turbolenza senza dover attingere a fondi pubblici.

Noti anche come obbligazioni ibride convertibili (Contingent Convertible bonds), questi titoli possono essere svalutati oppure convertiti in azioni, quindi nel capitale dell’istituto bancario emittente, in caso i livelli del capitale scendano sotto una soglia prefissata, secondo i termini previsti nei prospetti delle obbligazioni emesse dai singoli istituti bancari. La conversione all’occorrenza del debito nel capitale consente alla banca emittente di alleggerire la propria posizione debitoria e allo stesso tempo di rafforzarsi dal punto di vista patrimoniale. L’interesse degli investitori per questi strumenti nel passato decennio si deve ai piu’ alti rendimenti promessi, a fronte di un piu’ elevato rischio. A tale proposito, il prof. Franzoni osserva: “Ogni volta che si viene remunerati con un alto rendimento, è opportuno fare attenzione a cosa ci stia dietro. Gli investitori non stavano facendo le proprie considerazioni con dovuto discernimento oppure si sono fidati dei loro banchieri”.

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