Mario Botta, 80 anni per il territorio

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L'architetto Mario Botta nel suo studio
L'architetto Mario Botta nel suo studio
Mario Botta - foto di Maurizio Molgora
Mario Botta - foto di Maurizio Molgora
Mario Botta al Teatro dell'architettura a Mendrisio
Mario Botta al Teatro dell'architettura a Mendrisio
Mario Botta nel 1996
Mario Botta nel 1996

Servizio comunicazione istituzionale

1 Aprile 2023

Nato a Mendrisio il 1º aprile 1943, Mario Botta compie oggi 80 anni. Conosciuto a livello internazionale, Botta è uno dei principali rappresentanti della cosiddetta “scuola ticinese di architettura” della quale faceva parte anche l’amico Aurelio ‘Lio’ Galfetti con il quale, negli anni Novanta, realizzò l’innovativo progetto dell’Accademia di architettura dell’USI a Mendrisio di cui è stato anche direttore nel 2002 e nel 2011.

Dopo un apprendistato come disegnatore edile nello studio di Tita Carloni, Mario Botta ha studiato prima a Milano e poi a Venezia, dove nel 1969 si è laureato allo IUAV con una tesi seguita da Carlo Scarpa. In quegli anni ha conosciuto Le Corbusier e Louis Kahn, architetti che avranno una grande influenza sul suo stile.

Tornato in Svizzera, ha aperto il proprio studio dedicandosi inizialmente alla realizzazione di case unifamiliari tra cui le ville a Riva San Vitale e a Ligornetto realizzate all’inizio degli anni Settanta. Il suo lavoro ha in seguito abbracciato tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, edifici amministrativi, biblioteche, musei ed edifici del sacro. Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti internazionali e numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca.

Per l’Accademia di architettura dell’USI Mario Botta, sostenuto dagli allora Consigliere di Stato Giuseppe Buffi e sindaco di Mendrisio Carlo Croci, ha sviluppato insieme all’amico Aurelio Galfetti (che ne fu il primo direttore) un modello che si distingueva significativamente dagli approcci seguiti dai politecnici e dalle scuole di architettura già esistenti in Svizzera. L’indirizzo culturale e pedagogico proposto si ispira a una forte impronta umanistica in una sintesi fra saperi tecnici, scienze umane e sociali, competenze operative e pensiero critico e storico, ponendosi anche come ponte fra Nord e mediterraneo. Nel 2005 Mario Botta ha promosso una nuova iniziativa: il Teatro dell’architettura, una struttura dell’USI ideata per favorire il dibattito culturale nell’ambito dell’architettura e delle arti visive. Professore emerito dell’Accademia, Botta ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio scientifico ed è stato Direttore negli anni accademici 2002-03 e 2011-13.

Lorenzo Cantoni, prorettore vicario dell'Università della Svizzera italiana: «Mario Botta, che ho imparato a conoscere meglio quando lui era direttore dell’Accademia e io decano della Facoltà di scienze della comunicazione, è sempre stato per me un esempio molto chiaro di swissness: la capacità di realizzare progetti grandi – talora anche grandiosi – rimanendo insieme sempre ancorato al territorio, alle proprie radici, senza arroganza né presunzione. Ho sempre ammirato la sua comprensione profonda delle varie dimensioni dell’abitare e del vivere: dal rapporto con la terra e l’ambiente naturale, a quello con le altre persone nella città, fino a quello con Dio, negli edifici sacri».

Walter Angonese, direttore dell'Accademia di architettura: «Su Mario Botta come architetto non bisogna più aggiungere nulla; è famosissimo in tutto il mondo, le sue opere sono sparse nei diversi continenti e hanno influenzato sin dagli anni ‘70 del secolo scorso intere generazioni di architetti. Su Mario Botta come docente si può aggiungere che, oltre ad essere stato il promotore e il fondatore dell’Accademia di architettura, che di per sé è stato un fatto di straordinaria portata e innovazione in merito alle modalità di trasmissione dei saperi in architettura, è riuscito a motivare ed appassionare di nuovo intere generazioni di giovani architetti. La sua visione di scuola, con il suo approccio fortemente interdisciplinare e umanistico, è tuttora garante del successo internazionale dell’Accademia di architettura. Su Mario Botta come uomo si deve dire che sono molto rare le persone di successo (vedi archistar) che hanno mantenuto carica umana, modestia ed empatia nei confronti di chi incontra. Fatte queste tre considerazioni non si può che levare il cappello di fronte a Mario Botta e augurargli energia e tanta forza per il suo futuro. Auguri, dunque Mario! E grazie per tutto quello che hai fatto per l’Accademia e per l’USI».

 

Il corso online ‘To be an Architect’

Il corso online “Mario Botta: to be an Architect” è liberamente accessibile sulla piattaforma mooc.usi.ch.

Il corso nasce da una conversazione con Mario Botta su che cosa significhi essere un architetto. L'obiettivo principale di questo corso è aiutare a sviluppare un pensiero critico sull'architettura. Il corso è suddiviso in quattro settimane. In ogni settimana vengono proposte attività diverse, come la visione di video, la partecipazione a discussioni, la lettura di articoli e altro. Per chi volesse approfondire i temi trattati, saranno disponibili letture e risorse aggiuntive.

 

Il servizio del Quotidiano per gli 80 anni di Mario Botta

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