Uno sguardo alle malattie infettive in Ticino

©Erik Karits
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Servizio comunicazione istituzionale

21 ottobre 2024

Quanto sono presenti a oggi le malattie infettive sul suolo ticinese? Enos Bernasconi, Professore presso la Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana (USI) e viceprimario all’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), ha commentato i dati epidemiologici annuali relativi al 2023 raccolti dall’Ufficio federale di sanità pubblica in un articolo apparso sul portale della RSI.

Il Professor Enos Bernasconi ha fornito una panoramica delle principali malattie infettive presenti sul nostro territorio, presentando per ognuna il tasso di incidenza, indicato in numero di casi ogni 100’000 abitanti. I primi due casi citati dal Professore sono quelli della legionellosi e della salmonellosi, per i quali in Ticino si è registrato un tasso d'incidenza piuttosto elevato rispetto al resto della Svizzera (rispettivamente 25,42 casi ogni 100’000 abitanti e 29,9 casi). "L’aumento, che non è di facile interpretazione - ha affermato il Professor Bernasconi riferendosi al caso della legionellosi - potrebbe dipendere anche da fattori climatici. Ma potrebbero influire anche le torri di raffreddamento nei sistemi industriali, in cui si creano degli aerosol che se contaminati possono diffondersi in un ampio raggio. In Ticino potrebbero anche esserci maggiori problemi nei sistemi di distribuzione dell’acqua potabile, principalmente nelle vecchie costruzioni. Senza dimenticare i casi d’importazione, quando magari in vacanza succede di fare la doccia in una camera che non è stata usata da un po’ di tempo”.

L'analisi del viceprimario dell'EOC si è successivamente concentrata sulle malattie sessualmente trasmissibili. Un dato incoraggiante concerne l'assenza di nuovi casi di AIDS, la malattia conseguente al contagio da virus da HIV. Anche il numero di HIV-positivi sono diminuiti; nel 2023 sono stati 12 in Ticino e 356 in tutta la Svizzera. Tuttavia, se da un lato queste cifre sono incoraggianti, dall'altro portano a ridurre la prevenzione personale nei confronti di altre malattie sessualmente trasmissibili. “Se l’HIV con una sorveglianza adeguata e trattamenti precoci si riesce a trattare in modo efficace, per le altre malattie a trasmissione sessuale c’è un aumento dovuto chiaramente a un minor utilizzo dei mezzi di prevenzione tradizionali, in particolare del preservativo. Per la sifilide, ad esempio, non si adotta quella prevenzione mirata che c’è per l’HIV”. Ciò ha portato nel 2023 ha un picco di contagi di gonorrea in Ticino (con un tasso pari al 43,9, comunque inferiore al 68,1 nazionale).

Il Professor Bernasconi ha successivamente analizzato l'andamento dei contagi delle varie forme di epatite. Nel 2023 si sono registrati zero nuovi casi di epatite A e 71 casi di epatite B (pari a un tasso di incidenza di 19,8 casi ogni 100'000 abitanti). "Da molti anni ci sono vaccini efficaci e se abbiamo nuovi casi di epatite B è in fondo un fallimento della prevenzione. L'epatite B è facilmente prevenibile con le vaccinazioni e quindi è peccato che esistano ancora delle nuove infezioni. Mentre per l’epatite C sono piuttosto i programmi di prevenzione, soprattutto nel mondo della tossicodipendenza con la distribuzione di materiale sterile, che hanno permesso di ridurre il rischio di trasmissione”.

Il Professor Bernasconi ha concluso la sua analisi parlando dello spauracchio degli escursionisti: le zecche, potenziale vettore del virus che trasmette la Meningoencefalite FSME. Sebbene ad oggi i casi in Ticino siano stati esigui, l'invito dell'esperto è quello di essere "proattivi nell’offrire il vaccino a tutte le persone che fanno attività all’aperto in Svizzera", soprattutto a coloro che frequentano zone potenzialmente a rischio.

 

L'articolo completo, curato da Stefano Pianca, è disponibile al seguente link.

 

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