Criptovalute e politica: quali le correlazioni?

© David McBee
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Servizio comunicazione istituzionale

21 novembre 2024

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi ha avuto risvolti anche economici. Tra questi l'aumento di prezzo del Bitcoin a 80mila dollari. Il rapporto tra le criptovalute e la politica è stato analizzato da Peter Gruber, Docente-ricercatore della Facoltà di scienze economiche dell'Università della Svizzera italiana (USI) ai microfoni di TeleTicino, e dal Prof. Edoardo Beretta, Professore titolare presso la Facoltà di scienze economiche dell'USI, sulle pagine di Ticinonline.

In seguito alla vittoria di Trump il prezzo del Bitcoin è aumentato e potrebbe raggiungere i 100mila dollari prima dell'insediamento del repubblicano, che avverrà a gennaio. Si tratta di una cifra notevole, soprattutto in considerazione del fatto che, solo due anni fa, il prezzo del Bitcoin era sceso a "soli" 15mila dollari. "Ciò dimostra che il Bitcoin è diventata una valuta politica - ha spiegato Peter Gruber - e come tale il suo prezzo dipende dalla politica: se Trump non avesse vinto le elezioni il valore della criptovaluta sarebbe più basso".

Il futuro presidente degli Stati Uniti d'America fino a poco tempo fa era scettico nei confronti delle criptovalute, tuttavia a luglio ha formato un'alleanza con i sostenitori della Bitcoin. Tra i motivi che possono aver spinto Trump a cambiare idea nei confronti della criptovaluta, il Professor Edoardo Beretta ha identificato come fattori principali la maggior diffusione del Bitcoin e il suo aumento di prezzo. Il Professore ha inoltre osservato come gli USA si trovino in una posizione favorevole per permettere l'aumento di valore del Bitcoin: "Sono sede delle cosiddette Big Tech, che stanno cambiando la quotidianità tramite il canale della digitalizzazione, sulla scia di continuità con il 'soft power' americano. Sono, inoltre, particolarmente propensi all'innovazione finanziaria con fondi istituzionali in grado di movimentare miliardi di dollari. Infine, dopo la Cina e prima dell'India, sono i maggiori produttori d’energia a livello globale".

Come spiegato da Peter Gruber, il cambio di atteggiamento del futuro presidente prevede tre promesse elettorali, volte a favorire il Bitcoin: "Innanzitutto una regolazione più leggera, in secondo luogo intende vietare alla Federal Reserve (la Banca centrale statunitense, ndr) di creare un dollaro digitale, lasciando questo campo molto lucrativo interamente al settore privato. Infine, ha promesso di creare una riserva strategica della valuta attraverso l'acquisto da parte dello Stato di 1 milione di Bitcoin in 5 anni; ciò comporterebbe ovviamente un aumento del loro prezzo". Tuttavia, secondo il Professor Beretta, la totale libertà che ha caratterizzato la prima fase delle criptovalute non potrà essere eterna, ed è probabile che nel medio-lungo termine si dovrà giungere "a una forma di compromesso fra le varie forze: quella regolamentativa di molte autorità pubbliche da un lato e quella decentralizzata delle criptovalute dall'altro". Interrogato in merito all'effettiva durata dell'apprezzamento del Bitcoin il Professor Beretta ha spiegato come il momento sia "molto incerto a livello economico-finanziario": ogni fase di transizione implica instabilità finanziaria, e tra i fattori determinanti non va dimenticata "la nuova governance di SEC e Federal Reserve e l'approccio che avranno nei confronti delle criptovalute", tuttavia "è probabile che l'apprezzamento perduri finché le aspettative degli investitori (perlopiù, fondi istituzionali) supporteranno Trump. In altre parole: fintanto che non giungeranno aggiornamenti diversi che ridimensionino quanto prospettato in campagna elettorale".

Conviene dunque investire nei Bitcoin? Secondo il Professor Beretta "la volatilità del mondo delle criptovalute è senz'altro un fattore di rischio per i non addetti ai lavori”, pertanto, ponderazione e analisi critica sono necessarie. L'acquisto di Bitcoin può rappresentare una speculazione, nel caso di un acquisto a breve termine, o un investimento, nel caso di un acquisto a medio-lungo termine.

Sebbene attualmente gli Stati Uniti siano un polo molto attrattivo per le aziende di criptovalute, secondo Peter Gruber anche la Svizzera può rimanere competitiva nel settore: Trump ha infatti concentrato la sua attenzione sui Bitcoin, che sono la prima criptovaluta, ma non l'unica. "Il Bitcoin ha poca utilità al di là di essere comprata per poi essere rivenduta ad altri dopo qualche tempo. Nel settore della blockchain in Svizzera si cerca di fare prodotti e progetti produttivi che seguono progetti di investimento". Secondo Peter Gruber l'attenzione che, grazie alla politica americana, si sta ponendo sul Bitcoin, potrebbe avere risvolti positivi per tutta la blockchain e, sopratutto, per i progetti produttivi e sensati i quali, pur non essendo al centro dell'attenzione di Trump, beneficeranno del suo interesse per i Bitcoin.

 

L'intervista completa a Peter Gruber, in onda su TeleTicino, è disponibile al seguente link (dal minuto 22:30), mentre l'intervista al Professor Edoardo Beretta, pubblicata su Ticinonline e curata da Paolo Contangelo, è disponibile al seguente link.

 

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