E dopo il reato? Lo spazio della giustizia riparativa?
Servizio comunicazione istituzionale
19 novembre 2024
Dal 17 al 23 novembre 2024 si celebra la Settimana internazionale della giustizia riparativa, un tema che all'Università della Svizzera italiana (USI) trova spazio anche grazie al lavoro della Prof.ssa Annamaria Astrologo, Professoressa titolare della Facoltà di scienze economiche e co-vicepresidente del Forum svizzero sulla giustizia riparativa, e della Prof.ssa Sara Greco, Professoressa straordinaria della Facoltà di comunicazione, cultura e società. In occasione della ricorrenza la Professoressa Astrologo ha approfondito il tema sulle pagine del settimanale Cooperazione.
La giustizia riparativa racchiude in sé approcci giuridici, filosofici e sociopsicologici. Si tratta, come spiega la Professoressa Annamaria Astrologo, "di una giustizia che mette al centro l'essere umano e le sue relazioni". Lo strumento principale utilizzato dalla giustizia riparativa è l'incontro di mediazione tra la vittima del reato e il suo autore. "Gli strumenti della giustizia riparativa - sottolinea la Professoressa Astrologo - si possono utilizzare solo su base volontaria. Sono le persone coinvolte a decidere, con una scelta maturata e consapevole, di intraprendere il percorso di riparazione".
Altre due puntualizzazioni sono necessarie: la prima concerne la formazione dei mediatori, che svolgono un ruolo centrale nel corso degli incontri: la loro preparazione deve includere l'acquisizione di competenze giuridiche, ma anche comunicative e relazionali. Non da ultimo, va tenuto in considerazione il fattore linguistico, che in Svizzera ricopre un'importanza rilevante, come spiega la Professoressa Astrologo: "I mediatori devono avere la possibilità di formarsi nella loro lingua madre, perché nella mediazione le parole hanno un peso enorme, occorre impiegarle e dosarle con attenzione".
La seconda puntualizzazione riguarda il focus della giustizia riparativa, che si rivolge tanto alle vittime quanto agli autori dei reati. Le prime spesso infatti non ottengono con la sola giustizia penale una completa "chiusura del cerchio". "Ci sono sempre più vittime insoddisfatte: hanno ottenuto un risarcimento, ma possono avere bisogno di altro, magari di capire perché è avvenuto il reato, perché è successo proprio a loro. Dare spazio a queste domande può evitare che alimentino i sensi di colpa, può aiutarle a uscire dalla spirale del reato e dal ruolo di vittima, che a volte è stigmatizzante e senza alternative". Per quanto concerne l'autore, si lavora invece "in un'ottica di risocializzazione, di assunzione di responsabilità. E questo ha un effetto anche nell'abbattimento della recidiva". L'obiettivo è permettere la ricostruzione di un tessuto sociale che faciliti il reintegro. Non certo, come erroneamente a volte si pensa, sostituire la giustizia penale. "La giustizia penale e il processo penale tradizionale rimangono una bussola per definire ciò che è giusto e ciò che non lo è. La giustizia riparativa rafforza e rende più completa la giustizia, cercando di risolvere alcune questioni di cui la giustizia penale tradizionale non riesce a occuparsi, in modo da renderla ancor più efficace", spiega la Professoressa Annamaria Astrologo.
Sebbene secondo alcuni studiosi le origini della giustizia riparativa affondino nella preistoria, è solo dalla fine del secolo scorso che essa si è veramente affermata. A oggi in Svizzera, a differenza quanto avviene in altri Paesi, come l'Italia, la giustizia riparativa non è ancora prevista dal Codice penale. Tuttavia, nel 2022, il Consiglio federale è stato incaricato di trovare una modalità per inserire tale principio.