L'opportunità di essere sostenibile: i green jobs al centro di "confronti 2024"
Servizio comunicazione istituzionale
6 dicembre 2024
Lo scorso 3 dicembre si è svolta presso l'Università della Svizzera italiana (USI) l'edizione 2024 di "confronti", organizzata dall'Istituto di ricerche economiche (IRE) e dedicata alle professioni verdi del futuro, i cosiddetti "green jobs". Nel corso della giornata professori, ricercatori, istituzioni e professionisti hanno approfondito questa importante tematica.
Si è trattato di "uno spazio di discussione pubblica con il territorio e i suoi attori istituzionali su temi rilevanti dell'economia", come affermato dalla Rettrice dell'USI Luisa Lambertini, intervenuta in apertura della giornata. La Rettrice dell'USI ha sottolineato la necessità di una transizione ecologica e tecnologica, la quale rappresenta un motore di sviluppo e un'opportunità per l'economia.
Nel corso della giornata ha preso la parola anche la Prof.ssa Barbara Antonioli Mantegazzini, Professoressa titolare presso la Facoltà di scienze economiche e vicedirettrice dell'IRE, la quale ha ricordato come, per contenere il riscaldamento climatico, sia necessario adeguare la struttura produttiva, limitando l'utilizzo di combustibili fossili per la produzione primaria di energia (attualmente, a livello mondiale, l'81% dell'energia primaria è prodotta da derivati del petrolio o dal carbone, in Unione Europea il tasso è in diminuzione e si situa al momento al 68%). Pensando al posizionamento della Svizzera nell'ambito della strategia 2050 concernente l'azzeramento delle emissioni di CO2, la Professoressa Antonioli Mantegazzini ha espresso un giudizio positivo: "La Svizzera è ben posizionata rispetto agli obiettivi europei, anche grazie a una quota importante di energia prodotta dalle centrali idroelettriche. L'obiettivo, tuttavia, non è solo quello di creare posti di lavoro, ma sviluppare professioni sicure, stabili e in grado di generare valore in un contesto responsabile e inclusivo".
Moreno Baruffini, ricercatore post-doc all'IRE, ha proposto un bilancio su scala nazionale della transizione verso un mercato del lavoro sempre più orientato verso le professioni verdi: "Molto probabilmente settori come l'edilizia e l'energia vedranno una forte crescita della domanda di lavoro, grazie all'aumento degli investimenti in efficienza energetica e nelle energie rinnovabili. Tuttavia, la graduale eliminazione delle fonti di energia fossile potrebbe ridurre l'occupazione in alcuni ambiti che richiedono molta manutenzione, come quello dei combustibili fossili". Come ricordato da Moreno Baruffini, "secondo uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Basilea, durante le fasi di crescita economica le professioni verdi crescono di più rispetto alle altre. Questo risultato ci dà la speranza che gli obiettivi di economia verde possano essere raggiunti". Il ricercatore dell'IRE ha inoltre aggiunto che per la formazione non è semplice stare al passo con lo sviluppo di nuove professioni, tuttavia in Ticino sia la formazione offerta dalle università e dalle SUP, sia la formazione continua si stanno uniformando a questa nuova tendenza, come dimostra l'esempio della Casa della sostenibilità di Airolo.