Un nuovo studio IOR identifica EDA2R come biomarcatore universale dell'invecchiamento ed elemento chiave della parainfiammazione
Servizio comunicazione istituzionale
3 marzo 2025
Un nuovo studio dell’Unità di Bioinformatica dello IOR, pubblicato su Nature Communications, ha identificato il recettore Ectodysplasin-A2 (EDA2R) come un biomarcatore dell’invecchiamento indipendente dal tessuto e un mediatore chiave delle risposte infiammatorie croniche legate alle malattie associate all’età. Diretta da Marco Bolis, PhD, la ricerca fornisce nuova luce sui meccanismi molecolari che guidano l’invecchiamento e suggerisce potenziali strategie terapeutiche innovative.
L’invecchiamento è un processo biologico complesso che coinvolge molteplici tessuti ed è strettamente associato all’aumento dell’infiammazione e allo sviluppo di disturbi metabolici. Attraverso analisi bioinformatiche avanzate e studi trascrittomici multi-specie, il team di ricerca dello IOR ha dimostrato che l’espressione di EDA2R aumenta costantemente con l’età in diversi tessuti umani e di altre specie. Questo incremento è risultato particolarmente marcato nei modelli di invecchiamento accelerato, rafforzando il ruolo di EDA2R come una meccanismo conservato del processo di invecchiamento.
Oltre alla sua correlazione con l’invecchiamento, lo studio fornisce evidenze funzionali che dimostrano come l’attivazione di EDA2R nelle cellule muscolari induca uno stato di parainfiammazione, caratterizzato dall’attivazione di citochine pro-infiammatorie e mediatori immunitari. In particolare, questa risposta infiammatoria mima caratteristiche della sarcopenia, una condizione di perdita di massa muscolare e debolezza legata all’età. Inoltre, lo studio evidenzia che condizioni come obesità, insulino-resistenza e diabete di tipo 2 sono associate a livelli elevati di EDA-A2, il ligando che attiva EDA2R, suggerendo un ruolo più ampio di questa via di segnalazione nelle comorbilità legate all’invecchiamento.
"I nostri risultati hanno identificato EDA2R come un robusto biomarcatore dell’invecchiamento, indipendente dal tessuto, e rivelato il suo ruolo come mediatore delle risposte infiammatorie croniche," spiega Marco Bolis, PhD, autore principale dello studio. "Questa ricerca apre la strada allo sviluppo di terapie mirate volte a modulare la via di segnalazione di EDA2R per mitigare le condizioni associate all’invecchiamento."
Lo studio evidenzia il potenziale degli interventi mirati su EDA2R per ridurre l’infiammazione e promuovere un invecchiamento sano. Data l’assenza di inibitori specifici di EDA2R attualmente disponibili, saranno necessarie ulteriori ricerche per esplorare strategie farmacologiche volte a modulare questa via di segnalazione. L’Unità di Bioinformatica dello IOR continuerà a indagare le implicazioni terapeutiche di EDA2R in collaborazione con partner internazionali.
Questo lavoro rafforza l’impegno dello IOR nel promuovere scoperte pionieristiche guidate dalla bioinformatica nei campi dell’invecchiamento e della medicina molecolare.
Per maggiori dettagli, lo studio completo è disponibile su Nature Communications: https://doi.org/10.1038/s41467-025-56918-3.