Gran Premio svizzero di design 2025 a Bruno Monguzzi, il padre del logo dell'USI

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Servizio comunicazione istituzionale

13 marzo 2025

Bruno Monguzzi, celebre grafico ticinese e artefice del logo dell’Università della Svizzera italiana (USI), è stato insignito del Gran Premio svizzero di design 2025. La motivazione del riconoscimento sottolinea come il suo lavoro incarni perfettamente la sua filosofia visiva: ridurre all’essenziale e rendere la complessità chiara e accessibile. Bruno Monguzzi ha saputo combinare il pensiero analitico con la progettazione grafica, affermandosi come una delle figure più influenti del graphic design svizzero a livello internazionale, con un impegno costante in progetti culturali e nella formazione. La cerimonia di premiazione si terrà lunedì 16 giugno a Basilea, all’interno della mostra Swiss Design Awards.

Nato a Chiasso nel 1941, Monguzzi ha studiato grafica all’École des arts décoratifs di Ginevra (1956-1960), per poi trasferirsi a Londra, dove ha approfondito la psicologia della percezione, la tipografia e la fotografia presso prestigiose istituzioni come la St. Martin’s School of Art, la Central School of Art and Design e il London College of Printing.

La sua carriera inizia nel 1961 presso lo Studio Boggeri di Milano, fucina della comunicazione visiva che aveva già accolto figure del calibro di Xanti Schawinsky e Max Huber. Successivamente, dal 1963 al 1965, insegna design tipografico a Venezia e, nel 1965, viene chiamato a collaborare con lo Studio Gagnon/Valkus per progettare nove padiglioni dell’Esposizione Universale del 1967 a Montréal.

Dopo un periodo a Milano, dove lavora con Roberto Sambonet e Antonio Boggeri, nel 1971 rientra in Ticino, stabilendosi a Meride. Qui inizia un’importante attività didattica: insegna al Centro scolastico per le industrie artistiche (Csia) di Lugano, poi alla SUPSI e all’Accademia di architettura dell’USI, oltre a tenere lezioni in università di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, fino al Giappone.

Tra i suoi lavori:

  • Identità visiva e segnaletica del Musée d’Orsay di Parigi (1983), progetto per cui riceve il Prix Janus dal governo francese
  • Immagine del Museo Cantonale d’Arte di Lugano (1987-2004)
  • Identità visiva dell’Ufficio Cultura di Chiasso (2001-2009)
  • Progetto grafico per il Teatro San Materno di Ascona (2009-2014)

Tra i numerosi riconoscimenti, il Premio Bodoni (1971) e il Premio Yusaku Kamekura (2000), che lo ha reso il primo graphic designer non giapponese a riceverlo. Nel 2003, è stato inoltre nominato Honorary Royal Designer for Industry dalla Royal Society di Londra, un’onorificenza riservata a pochi svizzeri, tra cui Jan Tchichold, Herbert Matter, Armin Hofmann e Joseph Müller-Brockmann. Le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni, tra cui il Museum für Gestaltung di Zurigo, il Musée du livre et de l’affiche di Chaumont, il National Museum di Poznan, l’ArtCenter College of Design di Pasadena, oltre a numerose istituzioni svizzere e internazionali.

Per maggiori informazioni sul logo USI: https://www.usi.ch/it/universita/chi-siamo/immagini-e-logo/logo

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