L'era dei pagamenti senza contatto
Servizio comunicazione istituzionale
18 marzo 2025
I pagamenti senza contatto sono sempre più frequenti in Svizzera, e corrispondono ora a circa un terzo delle transazioni totali. Il Prof. Edoardo Beretta, Professore titolare presso la Facoltà di scienze economiche dell'Università della Svizzera italiana (USI), ha riflettuto sui rischi a essi associati in un articolo pubblicato dal Corriere del Ticino.
Si parla di pagamento senza contatto quando per pagare vengono utilizzati smartphone o smartwatch, che rappresentano un'alternativa alle carte di debito o di credito e ai contanti. Se è vero che la scelta del metodo di pagamento è spesso influenzata dall'importo da saldare - i contanti, ad esempio, sono utilizzati soprattutto per cifre inferiori ai 20 franchi - è anche vero che i metodi di pagamento senza contatto vengono utilizzati a prescindere dall'importo in questione, come è emerso da uno studio condotto dall’Università di San Gallo (HSG) e dalla scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).
La popolarità dei pagamenti senza contatto potrebbe dipendere anche dal fatto che si tratti di un metodo sicuro, come confermato dal Professor Edoardo Beretta: "L’atto del pagamento digitale in sé, soprattutto nei punti vendita fisici, ma anche in quelli online, è tendenzialmente sicuro, anche se molto dipende da modalità di connessione di rete, stato di aggiornamento del dispositivo elettronico, autenticazione a più fattori e via dicendo. Certamente, tali device sono “finestre sul mondo” caratterizzate da opportunità ma anche rischi, entrambi derivanti dal fatto di essere collegati con l’esterno e particolarmente immediati nei loro processi".
Tuttavia, come ricordato dal Professore dell'USI, affidarsi a un'unica forma di pagamento potrebbe risultare rischioso: "Solo cartamoneta e monete di conio sono moneta di banca centrale, cioè di diretta emissione dell’istituto bancario centrale e detenibile da soggetti economici diversi dalle banche (come appunto i consumatori). Tutto il restante panorama è moneta di banca commerciale, ovvero riconducibile a singoli istituti bancari. L’eccessivo affidamento a singole forme di pagamento, che nel caso di quelle digitali dipendono da questioni come il corretto approvvigionamento energetico, il funzionamento dei sistemi di pagamento e via dicendo, non è mai consigliabile in un’ottica di diversificazione dei rischi".
I pagamenti senza contatto celano anche un ulteriore rischio: "Vi sono stati diversi studi che hanno evidenziato come i pagamenti digitali, soprattutto laddove permettano di acquistare a credito e vengano utilizzati senza particolari conoscenze finanziarie, possano contribuire al sovraindebitamento dei soggetti economici. Tale risultato non sorprende, poiché da sempre gli individui sono abituati alla fisicità della moneta. Per capirci: quando si paga in contanti, gli individui percepiscono più facilmente il progressivo alleggerirsi del portafoglio come un segnale di spesa da monitorare per evitare di rimanere senza banconote e, quindi, almeno temporaneamente, capacità di spesa". Per evitare di incorrere in spese eccessive, spiega il Professor Beretta, è fondamentale tracciare i propri pagamenti digitali, così da mantenere un controllo regolare.
Il mondo dei pagamenti digitali è in costante evoluzione: in Cina è stata inserita una nuova modalità di pagamento che permette di eseguire le transazioni facendo passare il palmo della mano sopra un sensore. Sebbene il Professor Beretta non ipotizzi che un metodo del genere possa diffondersi particolarmente in Svizzera, non esclude che prossimamente potranno essere introdotti nuovi metodi che permetteranno di velocizzare ulteriormente i pagamenti: "Le forme di velocizzazione estrema dei pagamenti mediante dati sensibili, quali appunto la lettura del palmo della mano oppure il riconoscimento del viso, trovano spesso il favore di Paesi in cui la tendenza al controllo della società è già spiccata, oppure provengano dalle Big Tech, e ciò dovrebbe forse indurre a una riflessione approfondita. Nel campo degli strumenti di pagamento, i prossimi possibili sviluppi possono essere previsti nei pagamenti biometrici, che comprendono le impronte digitali, la scansione dell’iride, il riconoscimento facciale o vocale, e via dicendo. Questi rappresentano, senz’altro, la nuova frontiera".
L'intervista completa al Professor Beretta, curata da Il Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link.