Un anno di Casa della sostenibilità dell'USI: l'intervista

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Servizio comunicazione istituzionale

5 maggio 2025

In occasione del primo anniversario dall’apertura della Casa della sostenibilità dell’Università della Svizzera italiana ad Airolo, il Corriere del Ticino ha intervistato Cristina Gianella, Coordinatrice della struttura, la quale ha ripercorso il primo anno di attività.

La Casa della sostenibilità ha aperto i battenti il 21 marzo 2024 con l’obiettivo di promuovere la cultura dello sviluppo sostenibile. Nel corso del suo primo anno di attività, come ricordato da Cristina Gianella, ha accolto studenti dell’USI, ma anche scolaresche, ricercatori e associazioni di paese: “L’interesse verso le nostre attività è tantissimo, più di quanto ci potessimo aspettare. Sicuramente siamo molto contenti di come è andato questo primo anno” ha commentato la coordinatrice.

I seminari alpini, offerti agli studenti USI, sono un’occasione di apprendimento “trasformativo e trasversale”. Essi si sono dimostrati “un’occasione che ha permesso a studenti provenienti da diverse facoltà dell’USI di incontrarsi e di lavorare insieme, condividendo i loro punti di vista e le loro differenti nozioni. Questa era la nostra principale missione e devo dire che ha avuto un riscontro ottimo” ha spiegato Cristina Gianella.

Un’ulteriore peculiarità dei seminari offerti dalla Casa della sostenibilità, particolarmente apprezzata dagli studenti, sono le attività all’aperto, parte integrante del programma: “Quest’inverno, ad esempio, le ciaspole ci sono state amiche e ci hanno accompagnato in varie escursioni in Leventina. Inoltre, essendoci tanti studenti che arrivano dall’estero, per molti di loro il fatto di poter passeggiare sulla neve è stata un’assoluta novità” ha ricordato la coordinatrice della struttura.

Come detto, gli studenti universitari non sono stato gli unici visitatori della Casa: “Oltre alle formazioni, abbiamo anche il servizio de L'ideatorio che si occupa delle scuole e che propone anche le visite al Planetario astronomico. In quest’ottica, siamo stati molto contenti di accogliere diverse scolaresche, con allievi che andavano dall’asilo al liceo. Più in generale, da quando abbiamo aperto sono state quasi 3 mila le persone che hanno partecipato ad attività, con anche 1.500 pernottamenti”.

La struttura, situata ad Airolo, collabora inoltre con la regione: “Abbiamo organizzato diversi eventi pubblici e da qui sono nate sinergie e collaborazioni con altri enti che già lavorano sul territorio, come ad esempio il Dazio Grande e il Cinema Leventina”.

Come spiegato da Cristina Gianella, la scelta di Airolo come sede della Casa non è stata casuale: “Quella che abbiamo trovato qui in Alta Leventina è stata decisamente una costellazione favorevole. Senza contare che abbiamo qui a due passi il cantiere del San Gottardo. Un esempio concreto dell’equilibrio che si deve trovare e del dialogo tra uomo e natura. Inoltre, abbiamo a portata di mano tantissimi temi ed esempi di natura e biodiversità, ma anche i sistemi di produzione dell’energia”.

Il polo di Airolo svolge, nel contesto dell’USI, un ruolo centrale nello studio di questi temi, come sottolineato dalla Coordinatrice della Casa: “Nel nostro polo universitario manca un centro scientifico, non abbiamo ad esempio una Facoltà di biologia. Ecco quindi che il nostro ruolo è quello di mettere insieme tanti saperi per portare avanti il dialogo su questi temi. Perché è mettendo insieme tanti saperi che si crea quella sensibilità necessaria per affrontare i temi legati alla sostenibilità, dato che si tratta di sfide che riguardano tutti”.

L'intervista completa a Cristina Gianella, realizzata dal Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link.

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