Ricerca e territorio: due parole chiave per l'USI

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Servizio comunicazione istituzionale

8 maggio 2025

Martedì 29 aprile Luisa Lambertini, Rettrice dell'Università della Svizzera italiana, ha presentato - nel corso di una conferenza stampa - la giornata di porte aperte al pubblico UniVerso, cogliendo inoltre l'occasione per ricordare, in un'intervista pubblicata dal Corriere del Ticino, il legame che intercorre tra l'USI e il territorio che la ospita.

Nel corso dei suoi primi trent'anni di attività, come ha ricordato Luisa Lambertini, l'USI è cresciuta, arrivando oggi a ospitare una comunità vivace e internazionale: "Abbiamo sviluppato le tre missioni tipiche delle università, con percorsi di formazione a tutti i livelli, progetti di ricerca scientifica e attività di trasferimento della conoscenza e innovazione. Abbiamo oltre 4'500 studenti, 30 milioni di fondi di ricerca competitiva annui, 14'000 alumni nel mondo, 15 startup attualmente incubate e diverse decine di brevetti. Negli anni l’USI si è distribuita sul territorio con i campus di Lugano, Mendrisio e Bellinzona, e con antenne a Locarno, Cadro e Airolo, rafforzando il suo legame con il Cantone".

Grazie al lavoro svolto dai Professori e dai ricercatori che operano all'USI, l'ateneo mira a contribuire concretamente al miglioramento del territorio: "Perseguendo le nostre tre missioni contribuiamo alla formazione di capitale umano qualificato, alla competitività del territorio, al progresso e al dialogo tra scienza e società. Diamo il nostro contributo per risolvere sfide locali come la fuga di cervelli, la sostenibilità, l’invecchiamento della popolazione e la penuria di medici, a titolo di esempio. Allo stesso tempo, affrontiamo le grandi sfide globali conducendo ricerca d’avanguardia e sviluppando innovazioni applicate in tutto il mondo" ha spiegato la Rettrice dell'USI.

Attualmente, tuttavia, si sta assistendo a una svalutazione del ruolo delle università in generale: "Assistiamo a una tendenza preoccupante: sottovalutare l’importanza della formazione universitaria e della ricerca. Credo sia dovuto, da un lato, a una visione a breve termine che fatica a riconoscere i benefici, spesso di medio periodo, di investimenti in questo settore. C’è una crescente e comprensibile pressione sui bilanci pubblici, ma la risposta deve essere ferma: università, ricerca e innovazione non sono costi, ma investimenti. A livello svizzero a febbraio è stata pubblicata una presa di posizione di swissuniversities, Accademie delle scienze, Consiglio dei politecnici, Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica e Innosuisse: hanno calcolato che ridurre gli investimenti nella promozione della ricerca e dell’innovazione avrà un impatto negativo rilevante sull’economia svizzera e che ogni franco risparmiato comporterà una perdita economica fino a cinque franchi. Al di là delle cifre, mi preme sottolineare un altro ruolo sottovalutato, ma importante in questa epoca in cui tutto viene relativizzato: il parere della scienza non è solo “una voce tra le tante altre”, come ad alcuni può far comodo far credere. Il suo valore si fonda su metodologie condivise e replicabili. Il metodo scientifico fa sì che i saperi prodotti dalle università siano solidi e condivisi. Credo che in un’epoca segnata dalla disinformazione e dal relativismo, ribadire il valore del metodo scientifico nel dibattito pubblico sia importante" ha sottolineato Lambertini.

L'università resta, al contrario di quanto i recenti tagli ai finanziamenti potrebbero indurre a credere, una "via per il futuro", come ricordato dalla Rettrice dell'USI: "La formazione, la ricerca e il trasferimento delle conoscenze sono strumenti fondamentali per affrontare le sfide che ci aspettano. Pensiamo a temi come la sicurezza informatica e la sovranità dei dati, la privacy, la transizione tecnologica e digitale, la sostenibilità; tutti argomenti in cui l’USI è all’avanguardia. Con la rapida avanzata dell’Intelligenza Artificiale e la conseguente trasformazione del mondo del lavoro, l’università ha il compito cruciale di preparare le nuove leve non solo a utilizzare queste tecnologie, ma anche a governarle, a comprenderne le implicazioni etiche e sociali, e a sviluppare quelle competenze critiche e interdisciplinari che resteranno fondamentali in ogni scenario futuro".

In un contesto di incertezza come quello attuale, che risente - come evidenziato dalla Rettrice Luisa Lambertini - anche dell'effetto “post-Trump bis”, è importante che le università possano continuare a svolgere il loro ruolo mantenendo la loro autonomia.

Con UniVerso l'obiettivo dell'Università è quello di avvicinarsi alla popolazione, aprendo le proprie porte per permettere a chiunque di comprendere di cosa si occupa l'ateneo: "Il nostro obiettivo con questa giornata è che emerga con forza un messaggio: l’USI appartiene a tutto il territorio, e quello che facciamo nella ricerca e nella formazione riguarda la vita di ciascuno, è rilevante e vicino alle persone. L’USI è già oggi una piazza di incontro, con oltre 200 eventi pubblici all’anno e un’ulteriore vasta gamma di attività per favorire il dialogo tra scienza e società".

L'intervista completa alla Rettrice Luisa Lambertini, realizzata dal Corriere del Ticino, è disponibile al seguente link.

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