La Terra dallo spazio - l'intervento di Claude Nicollier al XXIX Dies academicus
Servizio comunicazione istituzionale
12 maggio 2025
Il Professor Claude Nicollier, primo e finora unico astronauta svizzero ad aver viaggiato nello spazio, è stato intervistato in occasione del 29esimo Dies academicus dell’USI dal Dr. Giovanni Pellegri, Responsabile de L’ideatorio dell’USI, in un dialogo intenso e ricco di spunti, che ha ripercorso i momenti chiave della sua vita e carriera, intrecciando scienza, emozione e riflessione.
Partendo dai suoi primi sogni d'infanzia – alimentati dal telescopio del nonno – Nicollier ha raccontato come la passione per l’astronomia lo abbia guidato verso una straordinaria esperienza umana e professionale. Ha condiviso con il pubblico emozioni e insegnamenti maturati durante le sue missioni nello spazio, parlando della visione della Terra dall’orbita, del valore della collaborazione internazionale e dell’impatto che quell’osservatorio privilegiato ha avuto sulla sua visione del mondo.
Un momento centrale dell’intervista è stato dedicato al legame tra lo spazio e l’USI. Nicollier ha sottolineato come il settore spaziale offra opportunità professionali in campi molto diversi – dall’informatica alla medicina, fino alla comunicazione – e ha valorizzato l’impegno dell’USI nel promuovere queste carriere anche grazie alla collaborazione con Space Exchange Switzerland (SXS). È stata ricordata inoltre l’importanza dell’Istituto di ricerche solari IRSOL e dei tre planetari dell’USI, luoghi dove scienza ed educazione si incontrano per ispirare nuove generazioni.
Guardare il cielo, ha spiegato, non è solo un atto scientifico, ma anche un’esperienza umana profonda. In un passaggio particolarmente toccante, ha raccontato cosa significhi oggi, per lui, osservare il cielo con il proprio nipotino, e come questo gesto inviti a riflettere sulla nostra condizione cosmica e sul dovere di prenderci cura del nostro pianeta.
In chiusura, Nicollier ha condiviso un messaggio di speranza tratto dal libro scritto insieme all’abbé Dominique Rimaz e al disegnatore Derib, offrendo alle giovani generazioni un invito a seguire le proprie passioni e a cercare il proprio posto nel mondo con curiosità, coraggio e consapevolezza.