USI Alumni Award per Giacomo Brenna
Servizio comunicazione istituzionale
12 maggio 2025
In occasione del 29° Dies academicus dell’Università della Svizzera italiana, è stato conferito a Giacomo Brenna l’USI Alumni Award 2025, riconoscimento promosso dal Servizio carriere e alumni in collaborazione con il Prorettorato alla Formazione e vita universitaria. Il premio celebra il percorso e l’impatto professionale di ex studenti e studentesse dell’USI che si sono distinti nei rispettivi ambiti.
L’edizione 2025 si è caratterizzata per un processo partecipativo e trasparente, che ha visto il coinvolgimento dei rappresentanti di studentesse e studenti (OSA) e dell’Associazione Alumni dell’Accademia.
La Laudatio per Giacomo Brenna è stata pronunciata dal Prof. Walter Angonese
Direttore dell’Accademia di architettura.
"Giacomo Brenna n. 1979 si è laureato all’Accademia di architettura dell’USI nel 2003 con Francisco e Manuel Aires Mateus con i quali ha successivamente collaborato a Lisbona.
Nel 2011, insieme a Cristiana Lopes, ha fondato lo Studio Lopes Brenna con sede prima a Como, in Italia, e in seguito a Chiasso, in Svizzera. lo studio ha esposto il proprio lavoro a Como, Venezia, Trapani, Bari, Roma, Monaco di Baviera e Nizza, ed è stato pubblicato in varie riviste internazionali. Nel 2017 e nel 2019 lo Studio ha vinto il premio “Leonardo” alla Biennale di architettura di Minsk, Bielorussia. Nel 2016 è stato selezionato per la partecipazione all’esposizione “Stanze. Altre filosofie dell’abitare” alla XXI triennale di Milano. Nel 2016 e nel 2023 lo Studio ha vinto il premio Maestri Comacini e nel 2022 è stato nominato per lo Swiss Architectural Award. parallelamente al lavoro di progettazione Giacomo Brenna e Cristiana Lopes sono stati docenti invitati presso l’Accademia di architettura dell’USI a Mendrisio, il Politecnico di Milano e l’Università di Genova.
Il lavoro di Giacomo Brenna e Cristiana Lopes è rigoroso e preciso e si traduce in un'architettura consapevole e solida, robusta e come tale sostenibile, immune alle effimere tendenze del gusto mediatico, che purtroppo caratterizzano in modo sempre più forte il mondo dell’architettura. la loro produzione, rara per costanza qualitativa, si articola su più scale, con un’attenzione costante alla chiarezza territoriale e all’esperienza spaziale.
Nell’ambito domestico dell’Umbau, come venne definito da Hermann Czech, attraverso pochi gesti, chiari e misurati, mettono in atto invenzioni tipologiche in grado di ridefinire le logiche abitative – come nel caso degli appartamenti vm a Cantù o della foresteria a Porto.
La stessa attitudine tesa al rigore e alla precisione emerge nei progetti urbani, nei quali la lettura del contesto e la costruzione di atmosfere si elevano a ragione di progetto. Ne sono esempi il progetto per il Porto di Genova, che recupera in maniera statica il cordame che caratterizza la Stimmung del porto, o il recentemente completato Centro federale di asilo a Balerna segnato da un’interpretazione del territorio (nell’alta tradizione della scuola ticinese) che non si limita a registrare, ma interviene con grande lucidità operativa, dando una vera risposta culturale – nella tradizione dell’accademia di architettura - ad un programma di per sé molto condizionato.
L’eredità culturale e il pensiero critico di Giacomo Brenna e Cristiana Lopes, costruita tra il rigore portoghese e appunto la tradizione ticinese/comaschina, si innesta in una genealogia architettonica fatta di scambi, influenze reciproche e etica professionale.
Non è un caso che il loro lavoro rifletta una concezione dello spazio come costruzione civile e attenta alla vita. Una visione che, al di là del risultato formale, affonda le radici in una formazione solida, capace di coniugare le idee dell’architettura con il suo farsi concreto, un’ambizione che definisce da secoli la disciplina dell’architettura".