Presa di posizione dell'Università della Svizzera italiana (USI)
Università della Svizzera italiana
27 maggio 2025
In merito alle recenti dichiarazioni riguardanti il presunto licenziamento di un docente dell'USI per aver espresso opinioni politiche a sostegno del popolo palestinese, si ritiene necessario precisare quanto segue:
- Nessun licenziamento è avvenuto. L’architetto in questione è stato docente con contratto semestrale presso l’Accademia di architettura dell'USI per due semestri (l’ultimo contratto è terminato il 31 dicembre 2022). Nel 2023 lui stesso ha richiesto di sospendere l’insegnamento e l’Accademia ha riorganizzato il suo piano di studi di conseguenza. Dopo il 31 dicembre 2022 non c’è stato alcun contratto tra lui e l’USI. L’architetto ha contattato la Direzione dell’Accademia a febbraio 2025 offrendosi per un nuovo incarico di insegnamento e gli è stato risposto che il piano degli studi per il prossimo anno accademico 2025-2026 era già stato predisposto e che una discussione sul successivo andrà fatta a tempo debito con la nuova Direzione dell’Accademia.
- Segnalazione ricevuta dal Rettorato e dalla Direzione dell’Accademia. A dicembre 2023 il Rettorato e la Direzione dell’Accademia hanno ricevuto una lettera che segnalava l’attività sui social media dell’architetto. L’USI non è entrata nel merito di una valutazione giuridica o etica del contenuto dei post, proprio perché non c’era alcun contratto in essere.
- Libertà accademica e di espressione. L’USI tutela e promuove la libertà di espressione e la libertà accademica, principi fondamentali sanciti anche dalla Legge sull’Università della Svizzera italiana. Ogni membro della comunità accademica ha il diritto ad esprimere liberamente le proprie opinioni, anche politiche, nel rispetto dei limiti previsti dal Codice etico dell'USI e dalla legge in generale.
- L’USI si riserva di tutelare i propri diritti nelle sedi opportune.