Come tutelare la libertà accademica in un mondo sempre più complesso: le riflessioni della Rettrice
Servizio comunicazione istituzionale
11 giugno 2025
Le università statunitensi stanno attraversando un periodo delicato, caratterizzato da pressioni politiche e ricatti finanziari. Si tratta di una situazione che minaccia la libertà accademica, sulla quale la Rettrice dell'Università della Svizzera italiana (USI) Luisa Lambertini ha riflettuto in un'intervista pubblicata sulle pagine di Lib-, il mensile del Partito Liberale Radicale Ticinese (PLR).
Come sottolineato dalla Rettrice Luisa Lambertini, il mondo universitario statunitense è molto variegato: "Il sistema americano non si presenta come uniforme, ma composto da istituti con storia, reputazione e dotazioni finanziarie assai differenziate. In questo quadro emergono università di grande statura in cui formazione e ricerca raggiungono standard molto elevati. È vero, alcuni aspetti come le politiche di ammissione e il livello delle tasse universitarie possono venire messi in discussione, ma questo nulla toglie alla qualità dell'insegnamento e della ricerca. Vorrei a questo proposito sottolineare che le istituzioni europee e svizzere sono pienamente comparabili a quelle americane. Avendo lavorato sia negli Stati Uniti sia in un Politecnico Federale ne sono buona testimone. Anche l'Università della Svizzera italiana, pur essendo molto più giovane e molto più piccola, ha le carte in regola per giocare un suo ruolo e paragonarsi con chi ha tradizioni e forza finanziaria diverse dalla nostra".
Come ha sottolineato anche durante il Dies academicus del 10 maggio, la Rettrice Luisa Lambertini e l'USI manifestano il loro sostegno ad Harvard e alle altre università statunitensi in questa difficile situazione, la quale ha acceso l'attenzione su un punto fondamentale: l'importanza di svincolare le università dai finanziamenti statali, che tendono sempre più a diminuire: "Che l'accesso ai fondi pubblici sia discontinuo nel tempo l'ho scoperto e capito fin da quando vivevo in California, che da sola è la quarta economia del mondo ma che produce gettiti fiscali ciclici - ha commentato la Rettrice dell'USI-. Cosa fare? Le università private, come quelle americane di cui stiamo parlando, suppliscono attingendo a fondi di dotazione propri, ma questo non è facile per un istituto pubblico. Peraltro, anche ricercare fondi privati espone l'università a dei rischi, perché gli stessi privati potrebbero voler imporre condizioni non sempre accettabili".
A tal proposito, l'USI a sviluppato una propria strategia, come spiegato dalla Rettrice: "In USI abbiamo elaborato un concetto di 'Cattedra industriale' che proponiamo a imprese o organizzazioni interessate a dare il proprio nome a un progetto. Mai però rinunciamo alla nostra libertà accademica. I singoli professori possono dal canto loro accettare mandati. Questi devono ricadere nel campo di ricerca di competenza e vanno finalizzati alla copertura finanziaria del progetto, con particolare riferimento alla remunerazione dei dottorandi e degli Assistenti con dottorato che vi partecipano, oltre a un contributo ai costi fissi dell'Università che mette a disposizione la struttura".
Uno dei temi più delicati quando si tratta di libertà accademica consiste nella libertà di espressione e di parola, un diritto che, secondo Luisa Lambertini, è fondamentale tutelare nel modo corretto: "La libertà di parola, negli Stati Uniti come altrove, è garantita dalla Costituzione e non è immaginabile che l'università ostacoli l'esercizio di un diritto costituzionale. Come USI vogliamo essere un luogo di incontro fra tesi anche divergenti. In questo sforzo ci stiamo orientando sul principio che l'Università, in quanto istituzione, non prende posizione ufficiale sui temi che del dibattito costituiscono l'oggetto, per non correre il rischio di soffocarlo, a meno che non ci sia un impatto diretto sulla nostra missione di ricerca e insegnamento. Ma al contempo l'istituzione si impegna a promuovere la libertà di espressione come elemento centrale della vita accademica, assicurando ai singoli membri della comunità spazi di dibattito inclusivi e aperti, nel rispetto della diversità di opinioni e della tolleranza reciproca. Certo, tacere in quanto Rettrice a volte può essere difficile, in particolare quando si parla di violazioni del diritto internazionale umanitario. Anche se come Luisa Lambertini dovessi avere delle convinzioni molto forti, dovrò sempre tenere a mente che il ruolo dell'Università consiste nel porre le condizioni per far parlare le parti, non nell'emettere proclami".
L'intervista completa alla Rettrice Luisa Lambertini, realizzata da Lib-, è disponibile al seguente link.