25 anni di IRB, ripercorsi dal Presidente Gendotti e dal Direttore Robbiani

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Servizio comunicazione istituzionale

10 settembre 2025

L’Istituto di ricerca in biomedicina ha recentemente festeggiato i 25 anni di attività. Per l'occasione Gabriele Gendotti, Presidente del Consiglio di Fondazione dell’IRB e di Bios+, e Davide Robbiani, Direttore dell'IRB, hanno ripercorso su alcuni media locali - vedi i link a lato - i traguardi raggiunti dall'Istituto, lanciando altresì uno sguardo verso gli obiettivi futuri.

La prima sede dell'IRB, affiliato all'Università della Svizzera italiana (USI) dal 2010, venne inaugurata il 28 settembre 2000 e contava 20 collaboratori e quattro gruppi di ricerca. La fondazione dell'Istituto fu, come rammentato da Gabriele Gendotti: "un atto di coraggio molto ambizioso in un territorio, il Ticino, dove le attività di ricerca erano ancora poco diffuse". In particolar modo, il Presidente dell'IRB si dice orgoglioso della crescita costante dell'Istituto.

Nel corso degli anni l'IRB si è sviluppato, arrivando a contare più di 160 collaboratori e tredici gruppi di ricerca, e si è affermato anche al di fuori dei confini nazionali. Nel frattempo sono state pubblicate oltre 960 pubblicazioni scientifiche, 135 giovani hanno ottenuto il dottorato e sono stati registrati 46 brevetti. Sono inoltre state avviate alcune importanti collaborazioni, come quella con l'Istituto oncologico di ricerca (IOR), che nel 2021 ha portato all'istituzione dell'associazione Bios+, e quella con i Laboratori di ricerca traslazionale dell'Ente ospedaliero cantonale (EOC), che da luglio 2025 insieme all’USI hanno istituito l’Istituto di ricerca traslazione (IRT). Queste sinergie, come ricordato da Gabriele Gendotti, sono una premessa fondamentale per lo sviluppo dell'IRB, e in generale per permettere una ricerca di qualità in Ticino: "Saper sfruttare al meglio tutti gli spazi possibili per sinergie e collaborazioni non è solo fondamentale per un piccolo Cantone come il nostro, è una necessità imprescindibile. La ricerca scientifica di qualità si gioca sul piano internazionale e su un terreno molto competitivo. È necessario avere una massa critica adeguata, infrastrutture e strumenti di lavoro all'altezza dei migliori. È la premessa per rimanere attrattivi per giovani ricercatori con ambizioni di crescita e di successo. Devo dire che in Ticino siamo sulla buona strada. Le collaborazioni fra IRB, IOR, Bios+, gli ospedali e i laboratori di EOC, USI, SUPSI e anche con alcune cliniche private sono intense e orientate al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi. Il lavoro preparatorio per l'ottenimento di un NCCR (National center of competence for research) e diventare un centro di ricerca di importanza nazionale riconosciuto dalla Confederazione ha dimostrato nei fatti che c'è sempre più voglia e spazio per progetti comuni".

Malgrado alcune difficoltà incontrate lungo il percorso, Gendotti si dice contento di come la politica abbia sostenuto l'IRB nei suoi primi 25 anni di attività: "In generale l'IRB in questo quarto di secolo ha goduto in maniera importante del sostegno della politica con i contributi della Confederazione, del Cantone e in maniera particolare e costante della Città. Credo che per Bellinzona si sia trattato di un vero investimento che ha portato prestigio, posti di lavoro e una ventata di freschezza con giovani studenti e dottorandi provenienti dal resto del mondo".

La capitale ticinese, tuttavia, mira ad accrescere ulteriormente il proprio ruolo nella ricerca: molti sono infatti i progetti sul tavolo, tra i quali il già citato ottenimento di un NCCR nel campo dello studio dell'invecchiamento e delle malattie correlate e la costruzione di una Guesthouse per ospitare studenti e dottorandi degli Istituti bellinzonesi. Guardando al futuro, la speranza resta quella di poter realizzare un ospedale universitario: "L'USI con la Facoltà di scienze biomediche e i suoi Istituti affiliati, il Cantone con l'EOC e il suo sistema sanitario, in altre parole il Ticino della conoscenza, devono avere l'ambizione di realizzare a medio termine un ospedale universitario. Ma con la consapevolezza che sarà un'impresa titanica e tutta in salita. Il problema non è certo l'ubicazione. Difficilmente si potranno replicare i modelli tradizionali di università come Berna, Zurigo o Basilea. Bisognerà pensare a un modello sui generis, con dimensioni adattate alla nostra realtà e alle nostre forze" ha commentato Gendotti.

Per poter realizzare un ospedale universitario su suolo ticinese, secondo Davide Robbiani, la via potrebbe essere quella delle collaborazioni: "Il Ticino non ha le dimensioni dei grandi centri svizzeri, quindi, nell'ottica di un possibile ospedale universitario, si potrebbe puntare su pochi ambiti strategici, dove l'eccellenza clinica si integri con competenze scientifiche di alto profilo in settori complementari. Penso, ad esempio, a collaborazioni con USI e SUPSI nell'ambito dell'intelligenza artificiale e agli Istituti di Bellinzona per le scienze della vita. Qualcosa già esiste, ma andrebbe rafforzato. Osare al di fuori degli schemi tradizionali, puntando sulla qualità".

Le collaborazioni avviate dall'IRB non si limitano al Ticino: come spiegato da Davide Robbiani, infatti, esiste un partenariato importante con il politecnico di Zurigo: "Il Poli è per noi un punto di riferimento importante e le collaborazioni avviate negli anni sono numerose. Tra queste il progetto più ambizioso riguarda la creazione di un centro di competenza nazionale dedicato allo studio dell'invecchiamento (NCCR Aging). Stiamo inoltre rafforzando i legami attraverso possibilità di dottorati congiunti e doppie cattedre tra USI ed ETHZ".

Le sinergie vanno però ben oltre i confini nazionali e coinvolgono atenei d'eccellenza come la Rockefeller University di New York e l'Humanitas University a Milano. L'obiettivo è quello di continuare ad attrarre talenti internazionali, ma anche permettere a confederati e ticinesi di tornare in Ticino, come hanno fatto il Direttore Davide Robbiani o la giovane Gea Cereghetti, che, dopo essersi formata al Politecnico di Zurigo e all'università di Cambridge (Inghilterra), da giugno 2026 assumerà la carica di Direttrice di laboratorio presso l'IRB. "Una delle nostre sfide è attirare talento - ha affermato il Direttore dell'IRB -, in quanto è uno degli ingredienti essenziali per svolgere ricerca internazionalmente in modo competitivo. Direi che fino ad adesso siamo riusciti con successo ad attirare o trattenere talenti in Ticino, una sfida non semplice data l'elevata concorrenza."

Per permettere la crescita dell'IRB, un tema importante è poi quello dei finanziamenti. A tal proposito, si cercherà di "raccogliere fondi filantropici in modo più efficiente" oltre che di ottenere fondi grazie ai brevetti dati in licenza, ovvero "scoperte che permettono di elaborare soluzioni a favore della salute umana", e da enti che finanziano la ricerca, ha spiegato il Presidente dell'Istituto.

Ma riassumendo, qual è stato il lavoro svolto all'IRB nel corso di questi 25 anni? "Sin dall'inizio la missione dell'Istituto era chiara: svolgere ricerca a favore della salute umana - ha spiegato il Direttore -. Una missione che è stata perseguita con particolare enfasi sull'immunologia: cellule e molecole che rappresentano il nostro esercito personale, difendendoci da virus e batteri. Possono inoltre riconoscere e distruggere cellule tumorali. Il sistema immunitario gioca un ruolo anche in altri processi biologici, come l'invecchiamento. L'Istituto sin dall'inizio ha pure sviluppato ricerche nel campo delle malattie epidemiche". A tal proposito, nel corso della pandemia di COVID-19, l'IRB ha contribuito al raggiungimento di importanti traguardi a livello internazionale.

Il lavoro svolto all'IRB si riflette sulla vita quotidiana di ognuno di noi, come spiegato da Davide Robbiani: "La nostra missione è quella di avanzare la conoscenza; noi studiamo per capire come funziona il corpo quando è sano, ma anche nelle fasi di malattia. Il sistema immunitario è strettamente collegato con la nostra salute, e comprenderne il funzionamento è il primo passo per poter curare".

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