L'evoluzione dell'informazione nell'era digitale
Servizio comunicazione istituzionale
14 ottobre 2025
La rivoluzione digitale ha avuto un ruolo fondamentale nel cambiare il modo in cui le persone s’informano e comunicano fra loro, modificando abitudini, strumenti e linguaggi. In merito all’evoluzione dell’informazione e della comunicazione, si è espresso il Professor Lorenzo Cantoni, Vice Decano e Professore ordinario presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI, intervistato da Marco Ambrosino per la SSR Svizzera italiana CORSI in occasione di una recente tavola rotonda dedicata a questi temi.
Negli ultimi venticinque anni, osserva il Prof. Cantoni, si è assistito a “una comprensione sempre più chiara dell’importanza della comunicazione, profondamente legata a ogni attività umana”. Una trasformazione che si è accompagnata, aggiunge, “a una diffusione capillare, e a tratti ‘invasiva’, di piattaforme e mezzi tecnologici, che hanno supportato e promosso nuove pratiche communicative”.
Tra i fattori che hanno contribuito a questo cambiamento, il Vice Decano della Facoltà di comunicazione, cultura e società individua soprattutto “la diffusione dei telefoni ‘smart’ – l’iPhone ha compiuto da poco i 18 anni – che ci hanno abituati ad essere sempre connessi alla rete internet e sono diventati una parte integrante della nostra esperienza del mondo”. E aggiunge: “Tutte le organizzazioni – siano esse aziende o istituzioni – sono diventate delle media companies: producono e distribuiscono contenuti costantemente, ben al di là di specifiche azioni di marketing o promozione”.
La digitalizzazione, però, non ha soltanto ampliato le possibilità d’informarsi: ha anche modificato la profondità con cui lo facciamo. “La facilità di accesso, la quantità di informazioni disponibili e la loro gratuità hanno contribuito ad alimentare l’impressione che possiamo sapere tutto di tutto”, spiega Cantoni. “Grazie agli algoritmi rischiamo di essere esposti solo a contenuti che rafforzano la nostra convinzione di essere dalla parte ‘giusta’ e promuovono una comprensione semplificata e polarizzante della realtà”.
Per affrontare queste sfide, il ruolo delle università è cruciale: “Si tratta di aiutare anzitutto i giovani a comprendere i media nel loro sviluppo storico, e dunque a relativizzarne e demistificarne, per così dire, il valore, comprendendone il funzionamento e i limiti”, sottolinea l’ordinario dell’USI. “Naturalmente si tratta anche di saper usare le varie tecnologie e piattaforme in modo competente ed eticamente adeguato e – idealmente – anche di saper sviluppare nuovi strumenti, sempre più idonei a supportare la comunicazione umana”.
Riflettendo infine sulla fiducia nei media tradizionali, Cantoni osserva che “la diffusione di piattaforme digitali è sia causa sia effetto di una ridotta considerazione dei media cosiddetti tradizionali”. E aggiunge: “Non si tratta solo di una questione di comodità e di costi. Si tratta, più a fondo, della crescente percezione che anche i media tradizionali siano spesso tutt’altro che affidabili o politicamente neutrali”. In questo senso, andrebbe intrapreso un percorso “che conduca tutti, sia cittadini sia professionisti e aziende mediali, verso la ricostituzione di un rapporto di fiducia”.
L’intervista completa a Lorenzo Cantoni, a cura di Marco Ambrosino, è disponibile sul sito della SSR CORSI: L’evoluzione dell’informazione con l’avvento della digitalizzazione.