Dal mare d'Irlanda una nuova molecola contro i tumori del sangue
Servizio comunicazione istituzionale
6 novembre 2025
Scienziati dell’Università di Galway in Irlanda e dell’Istituto oncologico di ricerca (affiliato all’USI e membro di Bios+) a Bellinzona hanno scoperto un nuovo composto naturale proveniente dalla vita marina irlandese che mostra potenzialità contro una forma di tumore del sangue difficile da trattare.
Il team ha analizzato oltre 400 estratti ottenuti da campioni marini raccolti lungo la costa irlandese. Tra questi, una colorata lumaca di mare chiamata Antiopella cristata ha prodotto sostanze chimiche note come briostatine. Queste molecole sono di particolare interesse perché possono influenzare la crescita e la sopravvivenza delle cellule tumorali.
Uno dei composti identificati, un derivato della briostatina finora sconosciuto, è stato in grado di bloccare la crescita delle cellule di linfoma a concentrazioni molto basse, senza danneggiare le cellule sane. I primi test hanno inoltre mostrato che il composto agisce su processi cruciali all’interno delle cellule tumorali, inclusi quelli legati alla divisione e alla sopravvivenza cellulare.
Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) è il tipo più comune di tumore del sangue negli adulti. I pazienti con il sottotipo noto come linfoma diffuso a grandi cellule B attivate (ABC-DLBCL) spesso rispondono poco alla chemioterapia standard. Sebbene nuovi trattamenti come gli anticorpi mirati e le terapie cellulari abbiano migliorato l’esito per alcuni pazienti, molti continuano ad avere limitate opzioni terapeutiche.
“Gli organismi marini hanno sviluppato sostanze chimiche uniche nel corso di milioni di anni come parte delle loro strategie di sopravvivenza” ha spiegato il Prof. Olivier P. Thomas, Università di Galway, co-responsabile dello studio. “Queste molecole possono offrire nuove opportunità per la medicina, soprattutto laddove i trattamenti attuali non sono sufficienti.”
Il Prof. Francesco Bertoni, Vicedirettore dell’Istituto Oncologico di Ricerca, ha aggiunto: “La scoperta di questo nuovo analogo della briostatina rappresenta un passo incoraggiante. Non significa che abbiamo già un nuovo farmaco, ma apre la strada a ulteriori ricerche su trattamenti per i linfomi aggressivi.”
Il Dr. Filippo Spriano, ricercatore post-dottorato a Bellinzona e primo coautore dello studio, ha sottolineato che “questo studio dimostra come la collaborazione internazionale tra istituti di ricerca possa accelerare la scoperta di molecole promettenti.”
Farmaci derivati dal mare sono già utilizzati negli ospedali di tutto il mondo. Tra gli esempi figurano medicinali per la leucemia, i sarcomi e persino terapie a base di anticorpi che si basano su composti marini come loro “testate”. Questa nuova scoperta rafforza l’importanza di esplorare gli oceani come fonte di futuri trattamenti.
Lo studio, “Screening the Irish Marine Biorepository Identifies a New Bryostatin Analogue as Potent Inhibitor of Activated B-Cells Diffuse Large B-Cell Lymphoma” è stato pubblicato su ChemBioChem: https://chemistry-europe.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/cbic.202500500