La Formula 1, il mercato del lavoro e la produttività individuale del lavoro
Servizio comunicazione istituzionale
14 novembre 2025
Cosa può insegnarci la Formula 1 sulla produttività individuale del lavoro? È la domanda alla base dello studio "The age productivity gradient: Evidence from a sample of F1 drivers (2011)", realizzato da Giovanni Pica, Decano e Professore ordinario presso la Facoltà di scienze economiche dell’USI, insieme a Fabrizio Castellucci e Mario Padula. In un’intervista rilasciata a La Domenica del Corriere del Ticino, Pica racconta come l’analisi delle prestazioni dei piloti possa fornire indicazioni utili sul funzionamento del mercato del lavoro e sull’evoluzione della produttività con l’età.
"La Formula 1 rappresenta un laboratorio particolarmente interessante per studiare la relazione tra produttività ed età, un tema di grande rilevanza alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione", spiega il Prof. Pica. "Nel caso della Formula 1, al contrario di quanto accade nel contesto più classico del mercato del lavoro, abbiamo accesso a dati estremamente dettagliati e precisi sulle prestazioni di ciascun membro del team, che permettono di analizzare in modo unico come la produttività individuale evolva con l’età".
I risultati mostrano un andamento a U rovesciata: "La produttività cresce fino ai 30-32 anni e poi inizia a diminuire", chiarisce il Professore. Questo schema, osservato anche in altri studi empirici, si conferma anche fuori dai circuiti automobilistici: "La produttività cresce fino ai 30-40 anni, poi tende a calare dopo i 50". Tuttavia, Pica avverte che "stimare la relazione su dati relativi a lavoratori e imprese resta difficile", poiché le strategie aziendali - assunzioni, innovazione, ciclo economico - possono influenzare la composizione della forza lavoro. Il contesto, quindi, conta tanto quanto l’età. "Il fit con il datore di lavoro è molto importante in quanto sposta verso l’alto la relazione tra produttività ed età, cioè innalza il livello complessivo di produttività a ogni età, senza però alterarne significativamente la forma ad U rovesciata".
Pica sottolinea anche come il settore e la tipologia di occupazione influenzino il declino della produttività: "Nel caso di occupazioni usuranti fisicamente, il declino avviene più precocemente, così come nel caso di occupazioni nelle quali le competenze dei lavoratori sono soggette a una rapida obsolescenza. In altri ambiti, invece, il declino delle abilità fisiche e cognitive e l’obsolescenza delle competenze possono essere compensati, almeno in parte, dall’accumulazione di esperienza e di competenze consolidate". Le nuove generazioni, che entrano più tardi nel mercato del lavoro, potrebbero spostare in avanti il picco di produttività: "Se l’ingresso tardivo è accompagnato dall’acquisizione di competenze aggiornate, è plausibile che la curva della produttività si sposti in avanti. La durata complessiva del picco potrebbe però ridursi dato che il declino dipende più dall’età biologica che dall’età d’ingresso".
Un altro fattore decisivo è la tecnologia, che oggi evolve più rapidamente che in passato: "Questo accelera il declino della produttività con l’età a causa della più rapida obsolescenza delle competenze. Oggi i lavoratori devono aggiornarsi costantemente e continuare a formarsi nel corso della loro carriera per contrastare questo fenomeno". La metafora della Formula 1 è, secondo Pica, particolarmente efficace per rappresentare il rapporto tra esperienza e adattabilità: "Prendiamo ad esempio due dei più importanti piloti dell'ultimo ventennio: Lewis Hamilton e Max Verstappen. Il britannico ha accumulato anni di esperienza e intuizione, mentre l'olandese combina talento naturale e rapidità di apprendimento. Allo stesso modo nel lavoro, l’esperienza resta importante, ma in un contesto in rapida evoluzione la velocità con cui si acquisiscono nuove competenze può fare la differenza".
Un insegnamento che Pica porta anche in aula, trasmettendolo ai suoi studenti: "Nel mercato del lavoro odierno non basta più solo formarsi: è fondamentale aggiornarsi costantemente. Solo così si può evitare un precoce declino della produttività e restare competitivi in un contesto in continua evoluzione".
L’intervista completa al Decano Giovanni Pica, realizzata da Marco Ortelli de La Domenica del Corriere del Ticino, è disponibile cliccando qui.