Nuvole in movimento alle Olimpiadi: "I nostri studenti puntano sempre all'oro"
Servizio comunicazione istituzionale
16 febbraio 2026
Ai Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, attualmente in corso, c'è anche un po' di Università della Svizzera italiana. Alla House of Switzerland Italia nel centro di Milano, infatti, è da qualche giorno esposta un'installazione artistica realizzata dall'Accademia di architettura dell'USI intitolata "Come si muovono le nuvole". Si tratta di un progetto nato in ambito didattico con l'intento di mettere in dialogo architettura, natura e movimento; e che oggi - una volta di più - si apre a un pubblico internazionale su un grande palcoscenico. Per raccontarne il valore formativo e il significato culturale e istituzionale nel contesto dei Giochi, vi proponiamo una doppia intervista all'architetto e designer Riccardo Blumer, Direttore dell'Accademia e Professore; e all’Ambasciatore Alexandre Edelmann, Capo di Presenza Svizzera del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE.
La presenza dell’USI nella programmazione culturale della House of Switzerland Italia, inserita anche nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, è marcata da un'installazione capace di parlare a pubblici diversi. “Come si muovono le nuvole” è il risultato di un atelier di progettazione dell’Accademia di architettura, che ha coinvolto studentesse e studenti del primo anno in una riflessione sul mondo naturale e sulle sue forme effimere. Riccardo Blumer, Direttore dell’Accademia e ideatore del progetto, racconta come esso abbia affondato le sue radici nella didattica di base: "Si tratta di un atelier di primo anno, un esercizio che metteva insieme costruzione, creatività e immaginazione. Gli studenti provenivano da percorsi molto diversi e sono stati chiamati fin da subito a confrontarsi con disegno, analisi, meccanica e realizzazione concreta". Il punto di partenza è stata l’osservazione delle nuvole non come immagini poetiche, bensì come fenomeni fisici e geometrici. "Le nuvole appartengono al mondo dei fluidi - prosegue il Professore dell'USI -, si muovono secondo leggi precise, pesano tonnellate eppure galleggiano. Non hanno una pelle, una superficie definita: lo diceva già Leonardo da Vinci, parlando di 'corpi senza superficie'". A partire da queste suggestioni, gli studenti hanno studiato movimenti turbolenti e laminari, forme e dinamiche, arrivando a tradurre tali osservazioni in modelli tridimensionali.
Da questo percorso sono nate dodici configurazioni di nuvole, strutture in legno animate da piccoli motori elettrici che generano una lenta rotazione e suoni ciclici. "Ogni studente ha scelto una caratteristica della nuvola che la/lo colpiva di più e ha cercato di raccontarla attraverso un oggetto in movimento. Il telaio era uguale per tutti, ma il risultato finale è stato diverso per ognuno". Disegni, rilievi e modelli hanno costituito la base di un processo che intreccia creatività, disciplina e metodo, approfondendo al contempo la comprensione della complessità della natura. Per Blumer, il valore dell’installazione va oltre il singolo progetto e riguarda il modo stesso di intendere la formazione: "All’Accademia di architettura dell'USI ogni esercizio è trattato come se fosse un’opera finita. Non esiste l’idea del 'poi farò meglio in un secondo momento': ogni lavoro deve avere la forza di giustificare tutta una vita professionale". Una mentalità che trova una metafora naturale proprio nel contesto olimpico: "È come se ogni allenamento fosse già una gara olimpica. I nostri studenti puntano sempre all’oro, in modo competitivo ma costruttivo, con l’idea che la gara serva a creare legami e non supremazie".
La scelta di presentare questo progetto alla House of Switzerland, invero, risponde anche a una precisa visione istituzionale. Alexandre Edelmann, Ambasciatore e Capo di Presenza Svizzera del DFAE, spiega in particolare come l’innovazione sia una delle priorità della presenza svizzera all’estero, Giochi di Milano e Cortina inclusi: "È più efficace dimostrare l’innovazione, piuttosto che semplicemente parlarne. Con 'Come si muovono le nuvole' abbiamo scelto di inserire tra le attrazioni della nostra “Casa Svizzera” una vera innovazione tecnologica basata sulla scienza, capace al tempo stesso di emozionare". Quest'ultimo concetto, in particolare, si è rivelato tra gli aspetti preponderanti nella scelta di esibire a Milano le opere realizzate all'Accademia. A conferma che il ruolo della cultura è - e rimane - centrale anche in chiave diplomatica: "La scienza lavora sui fatti, ma senza emozione la comunicazione non funziona - rileva il diplomatico elvetico -. Arte e cultura sono ponti che permettono alla società di accedere alla scienza. In questo senso, 'Come si muovono le nuvole' incarna un equilibrio tra rigore scientifico e dimensione sensibile, capace di parlare a pubblici diversi e di favorire il dialogo tra scienza e società".
La collaborazione con l’USI si è rivelata naturale pure dal punto di vista della dimensione linguistica condivisa: "L’italianità non è un pretesto, ma una cultura comune tra Svizzera e Italia. D'altronde il nostro è il Paese al mondo che - assieme all'Austria - più è connesso all'Italia da questo punto di vista. Lavorare con l’USI a Milano, su un progetto legato alle Alpi e alle sfide comuni di questo territorio, si è rivelato un matrimonio naturale e perfetto". La House of Switzerland, aperta per tutta la durata dei Giochi dal 4 al 22 febbraio 2026, è in fondo nata proprio con questo intento: promuovere l’immagine della Svizzera, rafforzare le relazioni bilaterali e creare opportunità di incontro. "Vogliamo aprire porte, aprire dialoghi e poi svilupparli nel tempo", conclude Edelmann.
In questo scenario, l’installazione dell’Accademia di architettura dell’USI diventa non solo una testimonianza di eccellenza formativa, ma anche un racconto pubblico capace di unire ricerca, cultura e rappresentanza internazionale.