Tagli ai contributi cantonali: la posizione del Rettore ad interim Gabriele Balbi

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Servizio comunicazione istituzionale

17 aprile 2026

Il Rettore ad interim dell’Università della Svizzera italiana, Gabriele Balbi, commenta la decisione del Consiglio di Stato ticinese di ridurre di 5,5 milioni di franchi i contributi cantonali destinati all’ateneo, nell’ambito delle misure legate all’attuazione delle iniziative sulle casse malati. La riduzione si aggiunge a un taglio di un milione già comunicato in precedenza, portando la diminuzione complessiva del contratto di prestazione con l’USI a 6,5 milioni di franchi annui a partire dal 2027.

"L’Università della Svizzera italiana è l’istituzione più colpita dai tagli - rileva Gabriele Balbi -. Siamo pronti a fare la nostra parte nell’impegno collettivo volto a concretizzare la volontà popolare espressa attraverso le iniziative sulle casse malati, ma dovremo far fronte a questi tagli con misure dolorose e che potranno cambiare l’università così come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. Il nostro sforzo principale sarà quello di mantenere una formazione all’altezza e all’avanguardia per i nostri studenti e restare competitivi sul fronte della ricerca, dove altri tagli federali sono già stati annunciati".

Nel breve periodo, spiega il Rettore ad interim, l’ateneo potrebbe riuscire ad assorbire parte dell’impatto finanziario grazie alle proprie risorse interne e alla crescita registrata negli ultimi anni. "Nel biennio 2027-2028 potremo far fronte ai tagli cantonali grazie ai ricavi provenienti dal crescente numero di studenti e dai successi nella ricerca, ma anche grazie a una gestione snella, efficiente e responsabile dell’USI che, nel tempo, ha consentito di accumulare alcune riserve. Si tratta tuttavia di risorse destinate a esaurirsi rapidamente. Nel frattempo sarà quindi necessario individuare soluzioni per compensare l’ammanco fino al momento della contrattazione del prossimo contratto di prestazione, auspicando che non intervengano ulteriori riduzioni del budget".

Balbi sottolinea inoltre che l’università sta già lavorando a possibili piani di risposta alla nuova situazione finanziaria. "L’USI ha già elaborato diversi scenari finanziari; tuttavia, prima di annunciare le misure concrete che intende adottare, sono ancora necessari alcuni passaggi, in particolare a livello interno. Gli scenari finora sviluppati si riferivano infatti ad altre ipotesi di riduzione - come i tagli federali e le possibili conseguenze degli accordi bilaterali - mentre l’entità ingente dei tagli cantonali annunciati recentemente non era preventivabile fino a pochi giorni fa. Le linee di intervento dovrebbero articolarsi su misure di contenimento della spesa, affiancate da azioni volte ad aumentare gli introiti e a diversificare le fonti di finanziamento".

Tra le misure allo studio vi è anche la possibilità di rivedere le tasse universitarie per i futuri studenti internazionali. "Il messaggio del Cantone menziona già un possibile intervento 'tramite un aumento delle rette per studentesse straniere e studenti stranieri'. Un ritocco verso l’alto delle tasse per i futuri studenti internazionali sarà valutato, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità finanziaria senza incidere sugli studenti già iscritti né compromettere l’attrattività per gli studenti svizzeri. A questo proposito è importante sottolineare che gli studenti internazionali rappresentano già un importante fattore di equilibrio finanziario per l’USI: comportano un costo fisso di 10,5 milioni per il Cantone, ma generano ricavi per circa 37 milioni, grazie alle tasse universitarie (più elevate rispetto a quelle degli studenti svizzeri) e ai contributi federali. Il contributo pubblico per gli studenti internazionali, che comunque è plafonato alle soglie definite dal Cantone, produce un effetto leva significativo che contribuisce al suo sviluppo complessivo".

In questo contesto, il Rettore ad interim rivolge inoltre un appello al sostegno della comunità e dei partner dell’università. "Per chi ha a cuore l’USI e vuole continuare a mantenerla come un fiore all’occhiello della Svizzera italiana, è questo il momento di agire. Questi tagli, inutile dirlo, impongono una forma di ridimensionamento, soprattutto sulle ambizioni internazionali e globali dell'ateneo, rispecchiate anche dai ranking. Il nostro obiettivo è continuare un sogno introdotto 30 anni fa".

Nonostante le difficoltà, Balbi vuole rassicurare studenti e famiglie sul futuro dell’università. "I nostri studenti e le loro famiglie possono guardare al futuro con serenità: l’USI, così come la conosciamo, una realtà di qualità che si appresta a celebrare i suoi 30 anni, continuerà a meritare la loro fiducia".

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