Salute e sofferenza mentale attraverso le generazioni: il nuovo appuntamento OSC QUAD GEMS
Servizio comunicazione istituzionale
Data: 3 giugno 2026 / 08:00 - 12:30
Mercoledì 3 giugno 2026, dalle 8:30 alle 12:30, il Teatro Centro sociale OSC di Mendrisio ospiterà Running in the Family: salute e sofferenza mentale attraverso le generazioni, secondo appuntamento del ciclo OSC QUAD GEMS 2026, la piattaforma formativa interdisciplinare dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) sviluppata in collaborazione con l'Università della Svizzera italiana (USI) e partner accademici e clinici cantonali.
Quasi la metà dei figli di genitori con disturbi mentali gravi è a rischio di sviluppare una forma di patologia psichica entro l'età adulta. È un dato che la psichiatria conosce da tempo, ma che la cultura operativa fatica ancora a tradurre nelle sue implicazioni cliniche: perché richiede di spostare lo sguardo dall'individuo malato alla famiglia come sistema vivente, e, soprattutto, presuppone un cambio di passo intellettuale, dalla gestione della cronicità e delle acuzie alla prevenzione come priorità strutturale della salute mentale pubblica.
Il secondo appuntamento di OSC QUAD GEMS 2026 affronta questa sfida con il rigore della ricerca e l'urgenza della cura. Al centro, una domanda che ridefinisce il senso stesso del lavoro clinico: è possibile riconoscere la vulnerabilità prima che diventi malattia, prima che la sofferenza sia rimasta in silenzio per anni? E se sì, cosa dobbiamo essere disposti a cambiare nella pratica, nelle politiche, nell'immagine stessa della salute mentale, per farlo davvero?
L'evento si inserisce nel quadro del progetto europeo FAMILY - Running in the FAMILY: Understanding and Predicting the Intergenerational Transmission of Mental Illness finanziato da Horizon Europe e attivo dal 2022 al 2027, di cui l'Università della Svizzera italiana è partner associato. Coordinato all'USI dal professor Andrea Raballo, il progetto studia come traumi e vulnerabilità si trasmettono tra le generazioni attraverso un intreccio di genetica, epigenetica e dinamiche relazionali, e – soprattutto - come questo sapere possa diventare strumento di prevenzione clinica e cambio di paradigma.
«Il rischio transgenerazionale è ancora troppo poco considerato nella pratica clinica quotidiana. Questo ritardo si traduce in diagnosi tardive e, soprattutto, in occasioni mancate per rafforzare la resilienza dei più giovani. Dare un senso a questo fenomeno significa smettere di guardare alla malattia mentale come a un evento acuto e isolato e iniziare a vederla come un processo, silenzioso e prolungato, che possiamo deviare se adottiamo la giusta impostazione clinica e organizzativa.»
Prof. Andrea Raballo, Principal Investigator del nodo USI nel consorzio FAMILY e responsabile scientifico dell'evento
Ospite principale della mattinata è Merete Nordentoft, professoressa di psichiatria all'Università di Copenaghen e direttrice del Copenhagen Research Center for Mental Health (CORE). Il suo modello OPUS ha ridefinito l'intervento precoce nella psicosi; gli studi VIA (tra le ricerche longitudinali più vaste al mondo sui figli di genitori con disturbi mentali gravi) stanno producendo oggi gli strumenti predittivi che trasformeranno la pratica clinica di domani. Nordentoft è co-autrice, insieme al professor Raballo, del paper fondativo del consorzio FAMILY, e la sua presenza a Mendrisio rappresenta un collegamento diretto tra i grandi centri di ricerca europei e il territorio ticinese.
L'incontro si propone come ponte tra scienza, epidemiologia e logica della cura, rivolto a professionisti della salute mentale, clinici, educatori, operatori sociosanitari, ricercatori, studenti e decisori. L'obiettivo non è presentare dati: è offrire un orizzonte concettuale diverso, in cui la prevenzione smette di essere un'aspirazione astratta e diventa un investimento misurabile per la salute pubblica delle generazioni future.
Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare sul sito dedicato.