Ripensare le città nell'era del cambiamento climatico

© Pexels/Alisa Savickaja
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Servizio comunicazione istituzionale

18 maggio 2026

Il Prof. Sascha Roesler, Professore straordinario di Teoria dell'urbanizzazione presso l'Accademia di architettura dell'USI, ha partecipato all'evento "Urbane Pioniere: Wie Städte heute Zukunft gestalten" organizzato da NZZ Sustainable Switzerland e dedicato alle trasformazioni urbane necessarie per affrontare le sfide climatiche, sociali e tecnologiche del futuro.

L'incontro ha riunito esperti provenienti da diversi ambiti per riflettere su come città e territori possano adattarsi ai cambiamenti climatici attraverso nuove strategie urbanistiche, architettoniche e infrastrutturali. Nel corso del dibattito sono stati presentati esempi internazionali di trasformazione urbana, da Singapore ad Amburgo sino a Copenaghen, con particolare attenzione alla gestione del calore urbano, alla mobilità sostenibile e alla qualità degli spazi pubblici.

Nel suo intervento e in una successiva intervista rilasciata in occasione dell'evento, Sascha Roesler ha evidenziato come anche la Svizzera stia progressivamente entrando in una fase climatica diversa rispetto al passato. "Osserviamo che molte regioni dell'Europa centrale, inclusa la Svizzera, stanno gradualmente entrando in una zona climatica più subtropicale", spiega il professore, sottolineando come le città svizzere siano state storicamente progettate soprattutto per affrontare il freddo e non le ondate di calore sempre più frequenti.

Secondo Roesler, il cambiamento climatico impone oggi una revisione profonda del modo di concepire gli spazi urbani. “Dobbiamo iniziare a progettare climaticamente anche lo spazio esterno”, afferma, insistendo sulla necessità di pensare insieme ambienti interni ed esterni, ombreggiamento, ventilazione, vegetazione e gestione delle superfici urbane. Strade, piazze e cortili non dovrebbero più essere considerati semplici spazi residuali tra gli edifici, ma veri e propri “microclimi progettati”.

Tra le misure più efficaci indicate dal professore figurano la piantumazione di alberi, la riduzione delle superfici asfaltate, l'introduzione di acqua negli spazi pubblici e l'aumento delle aree verdi su tetti e facciate. “Un singolo grande albero può ridurre di diversi gradi la temperatura percepita”, osserva Roesler, ricordando come materiali e configurazioni urbane incidano direttamente sulla qualità della vita durante le ondate di calore.

Il docente ha inoltre richiamato il concetto di "Thermal Governance", ovvero un approccio integrato alla regolazione climatica urbana che coinvolga architettura, pianificazione urbana e strumenti normativi. Tra gli esempi internazionali citati figurano Parigi, con i suoi interventi di rinverdimento e desigillazione degli spazi urbani, e Singapore, dove la vegetazione verticale e le infrastrutture verdi sono ormai integrate nella progettazione degli edifici.

Oltre al Prof. Sascha Roesler, all'evento hanno partecipato l'architetto Roger Boltshauser, la futurologa Oona Horx Strathern e Monika Litscher, direttrice dell'Unione delle città svizzere. La moderazione è stata affidata alla giornalista specializzata in politica climatica Kalina Oroschakoff.

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