La Svizzera si conferma leader nel settore del deep tech
Servizio comunicazione istituzionale
22 giugno 2026
Lo Swiss Deep Tech Report 2026, pubblicato da Deep Tech Nation Switzerland in collaborazione con Founderful, Kickfund, Startupticker.ch e Dealroom.co, evidenzia il ruolo di punta del Paese nel deep tech: il 63% del venture capital svizzero è destinato alle tecnologie di frontiera, la quota più alta a livello mondiale, davanti agli Stati Uniti e alla Cina.
Il calcolo quantistico, l'intelligenza artificiale, la robotica e altre tecnologie avanzate stanno trainando l'economia globale e gettando le fondamenta per affrontare le sfide più urgenti della nostra società, dalla salute umana all'energia pulita. Queste tecnologie di frontiera sono complesse, ad alta intensità di proprietà intellettuale (IP), richiedono tempi più lunghi per raggiungere la maturità di mercato e necessitano di ingenti investimenti di capitale per finanziare la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione e la successiva espansione commerciale (scaling).
Grazie a istituti di ricerca leader nel settore, rinomati per il loro potenziale di innovazione e per la loro qualità, la Svizzera genera un elevato numero di spin-off deep tech sostenuti da venture capital; il Politecnico di Zurigo (ETH) e il Politecnico di Losanna (EPFL) si posizionano ai primi due posti tra le università europee. Questo è anche un chiaro segnale di come la ricerca svizzera riesca a tradursi efficacemente in realtà aziendali. Tra i vari settori, l'intelligenza artificiale e il machine learning hanno registrato la crescita più significativa, arrivando a rappresentare oggi una startup deep tech svizzera su quattro, una quota più che raddoppiata rispetto a pochi anni fa, mentre la percentuale di startup nel campo della robotica è quasi raddoppiata.
Anche altre università e centri di ricerca svizzeri contribuiscono a questo slancio. L'Università della Svizzera italiana (USI), attraverso il Prorettorato per l'innovazione e le relazioni con le aziende, l'USI Startup Centre e l'USI Transfer, accompagna ricercatori e studenti nella trasformazione delle scoperte scientifiche in imprese scalabili. Questo supporto copre l'intero percorso, dalla ricerca all'ingresso sul mercato, offrendo consulenza in materia di proprietà intellettuale, coaching, test di mercato e strategie di raccolta di capitali, contribuendo a garantire che i team di fondatori dispongano delle conoscenze e degli strumenti necessari per intraprendere un percorso imprenditoriale. Questo approccio riflette un impegno più ampio nel facilitare il trasferimento tecnologico sul mercato e nel creare percorsi imprenditoriali per la comunità accademica.
Il Ticino si trova inoltre in una posizione strategica tra Zurigo e Milano, entrambi centri consolidati del più ampio "Alpine Tech Cluster" insieme ad hub come Losanna, Basilea e Monaco. La Svizzera costituisce il nucleo di questo cluster, uno dei due principali hub deep tech in Europa, che conta oltre 1.500 startup del settore sostenute da venture capital. Insieme al corridoio Londra-Parigi, è una delle sole due regioni europee dotate della densità necessaria per competere a livello globale. Su base pro capite, la Svizzera investe 1.470 dollari (1.175 franchi) nel deep tech, posizionandosi al primo posto in Europa e tra i primi tre Paesi al mondo, insieme a Israele e agli Stati Uniti. I volumi di investimento nel settore sono cresciuti di circa cinque volte dal 2015, raggiungendo i 2,6 miliardi di dollari. Il rapporto evidenzia anche una tendenza in accelerazione: le aziende deep tech scelgono sempre più spesso di rimanere e crescere in Svizzera, attirando investitori internazionali anziché doverli cercare all'estero, mentre gli imprenditori che hanno fondato e venduto aziende fuori dai confini nazionali stanno tornando per avviare nuove attività in patria.
Nonostante la crescita dei volumi di investimento, nei round di finanziamento compresi tra i 15 e i 100 milioni di dollari ben l'82% del capitale proviene dall'estero, a fronte di una media europea del 60%, con gli investitori istituzionali svizzeri (come i fondi pensione) ampiamente assenti in questa fase di crescita. Nei round di finanziamento più importanti, dai 100 milioni di dollari in su, gli investitori stranieri coprono l'88% dei finanziamenti, rispetto a una media europea del 75%. Da soli, gli investitori statunitensi garantiscono più della metà (54%) del capitale investito nelle fasi avanzate di crescita delle startup deep tech svizzere. A differenza della Germania, della Francia o del Regno Unito, la Svizzera non dispone di un veicolo di venture capital sostenuto dallo Stato di portata paragonabile.
Il rapporto delinea un ecosistema che è maturato rapidamente grazie alla forza di una ricerca di livello mondiale e a un'alta concentrazione di fondatori ambiziosi, ma sottolinea anche che il successo a lungo termine dipenderà dal colmare il divario nel capitale di crescita (growth capital), che ancora separa il deep tech svizzero dalla creazione di grandi aziende consolidate e scalate sul territorio nazionale. Colmare questo divario è l'obiettivo esplicito di Deep Tech Nation Switzerland, la cui missione è mobilitare 50 miliardi di franchi in venture capital e creare 100.000 posti di lavoro entro il 2033; uno sforzo che l'Università della Svizzera italiana sostiene in qualità di partner accademico dell'iniziativa.
Lo Swiss Deep Tech Report 2026 completo è disponibile per il download qui.