Nuovi bersagli immunitari aprono la strada a vaccini più efficaci contro la malaria

Dr. Caroline Junqueira e  PhD Cristopher Bryan Da Silva Gomes
Dr. Caroline Junqueira e PhD Cristopher Bryan Da Silva Gomes
Gli antigeni di Plasmodium identificati tramite immunopeptidomica rivelano bersagli conservati riconosciuti dai linfociti T CD8+.
Gli antigeni di Plasmodium identificati tramite immunopeptidomica rivelano bersagli conservati riconosciuti dai linfociti T CD8+.

Servizio comunicazione istituzionale

2 luglio 2026

Ricercatori guidati dalla Dr. Caroline Junqueira all’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona, affiliato all’Univeristà della Svizzera italian (USI), hanno identificato un nuovo insieme di antigeni del parassita della malaria che potrebbe contribuire allo sviluppo di vaccini più ampi contro la malattia. Pubblicato su Nature, lo studio mappa i frammenti proteici esposti dalle cellule infettate da Plasmodium e riconosciuti dai linfociti T CD8+, capaci di identificare ed eliminare le cellule infette.

Utilizzando l’immunopeptidomica, che combina immunologia e proteomica per definire gli antigeni presentati al sistema immunitario, il team ha identificato 453 peptidi derivati da 166 proteine del parassita. Molti di questi bersagli provengono da proteine housekeeping, componenti essenziali per la sopravvivenza del parassita che sono conservati tra diverse specie di Plasmodium e presenti sia nella fase epatica sia in quella ematica del suo ciclo vitale.

Gli antigeni identificati hanno indotto risposte immunitarie in campioni di persone infettate da P. vivax e P. falciparum, e in modelli sperimentali con altre specie di Plasmodium. Alcuni bersagli hanno mostrato anche un effetto protettivo nei modelli animali, riducendo il carico parassitario.

Mentre i vaccini oggi disponibili offrono una protezione parziale e limitata nel tempo, soprattutto contro P. falciparum e nelle fasi iniziali dell’infezione a livello epatico, questo lavoro indica bersagli potenzialmente attivi negli stadi epatico e sanguigno e tra specie diverse. Lo studio fornisce una base importante per future strategie vaccinali mirate a una protezione più ampia e duratura.

 

Rubriche