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Settembre
2020
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Un posto al sole nel mercato emergente dell'energia rinnovabile

Daniel Lepori nel laboratorio di Designenergy (foto: startupticker.ch)
Daniel Lepori nel laboratorio di Designenergy (foto: startupticker.ch)

Servizio comunicazione istituzionale

Come è nata Designergy e di cosa si occupa?

Prima di fondare Designergy, come ingegnere ETH ho lavorato per diversi anni in un’azienda che costruiva macchinari per produrre pannelli solari, per la quale mi occupavo di brevettazione. Gli elevati costi dei pannelli e quelli delle complesse strutture dei tetti mi hanno spinto a cercare una via migliore.

Quello che facciamo è sfruttare alcune ottime caratteristiche di base del pannello solare come importante componente strutturale del tetto: il nostro obiettivo è infatti sviluppare elementi solari integrati che fungano direttamente da materiale di costruzione, così da consentire la produzione di energia solare a costi di installazione più contenuti rispetto alle soluzioni attualmente disponibili.

Grazie all’aiuto di alcune persone di fiducia e di alcuni investitori sono nati il primo brevetto e poi l’azienda. Non senza difficoltà, certo, ma come dico sempre al mio team: “se non ci sono problemi, non ci sono neanche opportunità̀”.

Il territorio sostiene i giovani imprenditori in modo adeguato?

Negli ultimi tempi sono stati fatti passi significativi. Per noi è stato essenziale il sostegno del Centro promozione start-up USI SUPSI, molto attivo nell’appoggiare realtà̀ locali come la nostra e più in generale nel promuovere la crescita e l’innovazione del territorio.

Anche la collaborazione con l’Istituto di sostenibilità̀ applicata all’ambiente costruito (ISAAC) della SUPSI è fondamentale: noi facciamo materiale da costruzione per il fotovoltaico, ma bisogna sapere come lo si installa, come lo si produce e a che costi, tre ambiti rispetto a cui l’ISAAC offre competenze preziose.

Abbiamo lavorato anche con il DSAS (SUPSI) del prof. Alberton e con il prof. Snehota dell’Istituto di marketing e comunicazione aziendale dell’USI, dove ho frequentato il Master in management. Quest’ultimo mi ha permesso di acquisire importanti nozioni di base a livello economico e imprenditoriale. In un secondo tempo la disponibilità̀ dei miei ex prof. verso gli aspetti di business del nostro progetto è stata per noi molto costruttiva.

Quali sono le prospettive per il fotovoltaico in Ticino?

Anche a causa di Fukushima, ma soprattutto in ragione di una politica energetica più̀ indipendente e sostenibile, in Svizzera si è tornati a parlare di più̀ di energia fotovoltaica e il Ticino, cantone ben soleggiato, si sta muovendo. Oltre a investire nel rinnovabile occorre però lavorare anche sul risparmio energetico: noi in un solo elemento risolviamo il problema della produzione di energia e quello dell’isolamento termico degli edifici, eseguito secondo gli standard di costruzione più̀ avanzati.

Uno studente potrebbe e dovrebbe pensare anche a uno sbocco nell’imprenditoria?

Può essere utile innanzitutto conoscere meglio questo mondo, ad esempio con corsi specialistici come Venture Ideas, workshop gratuito molto interessante organizzato anche presso USI e SUPSI.

Gli anni in cui uno poteva dire “faccio l’università̀ e poi lavoro nello stesso posto da dipendente fino ai 65” sono passati da un bel pezzo.

L’imprenditoria è quindi sicuramente una possibilità̀, anche se il percorso può̀ essere difficile; su 10 start-up innovative, 9 faticheranno parecchio e forse non arriveranno in fondo a raggiungere l’obiettivo: creare una realtà̀ che cresce in modo sano generando flussi di cassa positivi. La via che porta a questo è quasi sempre lunga e irta di ostacoli, ma l’importante è crederci e sapersi sempre rilanciare.

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