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Un'accademia dell'informatica

Lo stabile della Facoltà di informatica sul campus di Lugano
Lo stabile della Facoltà di informatica sul campus di Lugano

Servizio comunicazione e media

Prof. Michele Lanza, Decano della Facoltà di scienze informatiche

A 10 anni esatti dall’inizio dei corsi della nostra Facoltà, tengo a condividere un episodio accaduto l’anno scorso, a mio parere significativo di quello che siamo e di quello che stiamo facendo. Si tratta di una cena in un piccolo ristorante di San Francisco, a due passi dalla Silicon Valley, alla quale hanno preso parte diverse persone le cui storie sono intrecciate al Ticino e alla nostra università. A parte il sottoscritto, erano presenti i professori Carzaniga e Jazayeri (tutti e due co-fondatori della Facoltà) e diversi alumni che hanno trovato posizioni professionali di prestigio: Marco Primi alla Apple, Cyrus Hall in una start-up della Silicon Valley chiamata Twitch (recentemente acquistata da Amazon per un miliardo di dollari), Lile Hattori alla Microsoft a Redmond, Romain Robbes e Alberto Bacchelli, professori il primo a Santiago in Cile, l’altro a Delft in Olanda. Oltre a loro erano con noi anche altri commensali che, dopo aver studiato all’USI, sono ora diventati ricercatori attivi a livello internazionale: Mircea Lungu è all’Università di Berna, Alessandra Gorla all’Università del Saarland, Anja Guzzi all’Università di Delft, Alessio Gambi all’Università di Vienna, Domenico Bianculli all’Università del Lussemburgo e Jochen Wuttke, dopo un paio di anni all’Università di Washington (a Seattle), si è adesso spostato a Google.

Non è secondario fare i nomi, perché lo spirito di fondo che ha animato la Facoltà fin dal suo inizio è stato proprio quello di una condivisione personale e autentica della nostra passione per l’informatica. Quella cena in California con i nostri diplomati – provenienti da e attivi in diversi paesi – racconta proprio di questa forza dinamica e internazionale, che ci ha guidato fino a traguardi difficilmente immaginabili 10 anni fa.

La nostra Facoltà è infatti ormai diventata una realtà importante, all’interno dell’USI, della vita economica della Svizzera italiana e del panorama scientifico internazionale. I fondi di ricerca competitiva che la Facoltà riesce ad attrarre ogni anno (47 milioni di CHF in 10 anni) sono in continua crescita e rappresentano nel loro insieme la colonna portante di tutta la ricerca competitiva prodotta all’USI. L’impatto scientifico in alcuni campi è tangibile a livello internazionale: per esempio, secondo il ranking della Microsoft Academic Alliance la nostra Facoltà, nel campo dell’ingegneria del software, figura tra le prime 20 al mondo e tra le prime 10 in Europa.

Per quanto riguarda l’insegnamento, facciamo dei nostri studenti (che vengono da molte parti nel mondo) dei professionisti qualificati, la cui maggioranza – purtroppo – trova lavoro all’estero o nella Svizzera interna. La nostra speranza è quella di creare nel tempo i presupposti per un nuovo tessuto professionale anche nella Svizzera italiana, fondato sull’innovazione e le start-up. Ci vuole tempo, ma vediamo già adesso i primi risultati e in questo senso l’apertura dell’USI alle scienze esatte è stata saggia e visionaria.

Il mio sogno più grande, tuttavia, confidato già agli inizi al primo presidente dell’USI Marco Baggiolini, è quello di far diventare la nostra facoltà una vera e propria accademia dell’informatica, un posto unico e con un forte spirito di collegialità, dove tutto ruoti intorno al principio di qualità, per quel che riguarda sia la ricerca sia la didattica. L’USI fornisce un ambiente ideale per raggiungere quest’obiettivo: è un’università di dimensioni contenute, agile nelle scelte e popolata da persone che condividono questo spirito. Siamo determinati affinché questo spirito continui a guidarci.

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