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Far crescere aziende e territorio

Glenda Braendli, laureata dell’USI
Glenda Braendli, laureata dell’USI

Servizio comunicazione e media

Un’università al passo con i tempi è un’istituzione capace di interpretare al meglio il suo ruolo di “servizio pubblico”, di servizio ai cittadini, al tessuto economico all’interno del quale affonda le proprie radici. L’USI lo fa in diversi mondi, con ricerche scientifiche innovative o di utilità pubblica, eventi culturali, sostengo all’imprenditorialità e – soprattutto – lo fa offrendo una formazione di alta qualità ai nostri giovani, che saranno i professionisti e gli imprenditori di domani, quelli che faranno crescere aziende e territorio. Esempio concreto di questa dinamica è Glenda Braendli, laureata in Scienze economiche all’USI nel 2003 e ora alla guida della sede ticinese di PricewaterhouseCoopers SA (PwC). Le abbiamo posto qualche domanda sul suo percorso, sulle sfide e le prospettive del nostro Cantone.

Come è stato studiare all’USI?

Conservo un ricordo molto positivo della mia esperienza all’USI e credo che la nostra università fornisca delle ottime basi per uno sviluppo solido della carriera. Sono convita che una laurea non sia mai il punto di arrivo quanto piuttosto un passaggio chiave nel proprio percorso di crescita. L’USI per me è stata così.

Come mai ha scelto di lavorare per PwC Svizzera e di preciso qual è la sua funzione oggi?

Le mie prime esperienze professionali mi hanno permesso di scoprire la mia passione per la revisione bancaria, settore nel quale PwC Svizzera è leader indiscusso. PwC Svizzera è inoltre un’azienda dinamica ed innovativa, che crede ed investe nei giovani ed offre grandi opportunità a livello locale, svizzero ed internazionale. Io ne sono un esempio: sono diventata partner a soli 34 anni e già dall’anno successivo mi è stata affidata la responsabilità a livello svizzero di una divisione, l’Assurance Academy, che comprende oltre 550 collaboratori attivi nella revisione (finanziaria, industriale ed informatica). Sono inoltre la responsabile della sede luganese e dei suoi 50 collaboratori, oltre naturalmente a continuare ad occuparmi dei miei clienti, attivi principalmente nel settore finanziario, in Ticino ed a Ginevra.

Nel 2003 si è laureata con una tesi intitolata “Modelli di governance e successione nelle imprese familiari. Analisi comparata Ticino-Italia”. Data l’esperienza di questi anni, come è cambiato il nostro Cantone da quella sua prima analisi?

Le imprese familiari continuano a rappresentare un grande asset per il nostro Cantone, che a livello industriale in generale può beneficiare dei vantaggi competitivi dati dalla stabilità del sistema, dalla posizione geografica e anche dalla fiscalità. Per quanto riguarda il settore bancario sono stati naturalmente anni di trasformazione radicale. Si è assistito ad un doloroso ridimensionamento del settore, passato attraverso un consolidamento che lo ha reso certamente più piccolo ma al contempo più stabile, solido e concorrenziale.

Lei ha frequentato il Liceo Lugano1. Crede che il nostro sistema scolastico e formativo nel suo insieme sia ben sintonizzato con il mondo dell’economia?

Credo proprio di sì. La nostra vera forza in Svizzera risiede nel sistema scolastico duale, che permette la giustapposizione di diversi percorsi di crescita. Da un lato le scuole professionali abbinate agli apprendistati che permettono un inserimento immediato nel mondo del lavoro, dall’altro il percorso più orientato allo studio, che culmina con il naturale inserimento in un quadro universitario. Per quanto mi riguarda non ho avuto dubbi sulla scelta. Mi è sempre piaciuto studiare e quindi mi sono orientata verso questo secondo percorso. Ritengo comunque che siano molto importanti entrambi e di entrambi – in modo diverso – ha bisogno l’economia.

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